‘ndrangheta: confiscati beni per 215 milioni all’imprenditore Annunziata

Ven, 10/05/2019 - 11:20

I militari dello Scico e del nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza di Reggio Calabria hanno eseguito una confisca di beni per 215 milioni riconducibili all'imprenditore Alfonso Annunziata, 76 anni, ritenuto affiliato alla 'Ndrangheta.
Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio, riguarda beni in Calabria e in Campania.
In sede giudiziaria, sostiene la finanza, è infatti emersa l'esistenza di un "indissolubile rapporto di cointeressenza economico-criminale tra l'imprenditore e una cosca di 'ndrangheta". Rapporto che risalirebbe alla prima metà degli anni Ottanta.
Annunziata è considerato il "cuore imprenditoriale" della cosca Piromalli di Gioia Tauro.
In particolare, i finanzieri dello Scico, del Nucleo speciale polizia valutaria e del Comando provinciale Reggio Calabria, col coordinamento della Procura reggina diretta da Giovanni Bombardieri, hanno confiscato, in esecuzione di un provvedimento del Tribunale il compendio aziendale di due imprese, quote di 4 società di capitali e di una società di persone, 85 unità immobiliari, 46 rapporti finanziari personali e aziendali nonché denaro contante per quasi un milione di euro.
All'imprenditore, inoltre, è stata imposta la sorveglianza speciale di Ps per tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Il provvedimento si fonda sulle risultanze acquisite nell'operazione "Bucefalo" condotta dalla Guardia di finanza, nell'ambito della quale Annunziata, nel marzo 2015, fu arrestato. In questi giorni, al tribunale di Palmi, sono in corso le fasi finali del processo che lo vede imputato, tra l'altro, di associazione mafiosa.
Secondo gli inquirenti Annunziata "non è un imprenditore vittima, non è stato e non è costretto a favorire la cosca. Al contrario, è un soggetto storicamente legato ai componenti di vertice della famiglia Piromalli ed è, dunque, un soggetto intraneo che si presta da oltre venti anni, volontariamente e consapevolmente, al perseguimento degli scopi imprenditoriali ed economici della cosca, così creando e sviluppando, nel tempo, solide cointeressenze economiche, accompagnate da ingenti investimenti commerciali nel territorio di Gioia Tauro".
Secondo gli inquirenti, il rapporto di cointeressenza economico-criminale tra Annunziata e i Piromalli sarebbe nato sin dalla prima metà degli anni '80 e si sarebbe definitivamente sviluppato tra la fine del medesimo decennio e i primi anni ’90.

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