“Bene Comune”, tutti in carcere gli imputati di Siderno

Sab, 05/05/2018 - 11:20

Nella serata di ieri la Corte di Cassazione ha confermato le condanne per la cosca Commisso di Siderno, rigettando tutti i ricorsi dei sei imputati dello stralcio abbreviato dell’inchiesta “Bene Comune - Recupero”, che nel 2010 ha fatto scattare le manette per boss e gregari della cosca Commisso. La Suprema Corte ha dunque confermato quando disposto il 13 maggio scorso dalla Corte d’Appello reggina presieduta da Massimo Gullino. Definitive le condanne per Girolamo Belcastro, Roberto Stinà e Giuseppe Sgambelluri a cui furono inflitti 9 anni e 4 mesi di reclusione. 7 anni confermati per Giovanni Galea; 5 anni, 6 mesi, 20 giorni più 30mila euro di multa per Giuseppe Galluzzo e 1 anno, 4 mesi e 2 mila euro di multa per Domenico Belcastro. In Appello risultarono assolti Alfredo De Leo (che per il gap avrebbe dovuto scontare 10 anni), Francesco e Antonio Commisso (che sarebbero dovuti rimanere dietro le sbarre per 16 anni). Antonio, fratello di Peppe Commisso, detto “ il mastro”, è comunque stato recentemente condannato a oltre 14 anni di carcere nella sentenza d’appello del processo “Crimine” ed era stato indicato dagli inquirenti come un elemento di spicco dell’omonima famiglia mafiosa.

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