“Dobbiamo contare sulle nostre sole forze per far crescere la Locride”

Dom, 23/09/2018 - 11:20
Intervista a Riccardo Angelini

Come nasce l’idea di collaborare con il GAL e organizzare l’evento?
L’idea nasce in una fredda giornata di gennaio in cui, parlando con il responsabile Unipol delle agenzie del Sud, Giuseppe Barbera, stavamo discutendo delle iniziative da intraprendere nel 2018 per sviluppare il settore aziendale. Confrontandoci, ci siamo resi conto che uno dei settori che più sta dando segnali di ripresa nell’ambito della nostra fragile economia era quello dell’agroalimentare, nel quale, peraltro, non avevamo molti clienti. Siccome tutte le iniziative di Unipol puntano ad avere un valore sociale, oltre che commerciale, abbiamo pensato che il modo migliore di fare pubblicità alle aziende e offrire qualcosa ai residenti fosse realizzare un mercatino che si svolgesse lontano dalle feste patronali, regalando così una nuova occasione di socializzazione mentre raggiungevamo gli obiettivi prefissati dall’azienda.
Qual è stato il contributo di Unipol nella realizzazione dell’evento?
Abbiamo concretamente lanciato l’idea della manifestazione, sottoponendola al GAL, da noi ritenuto l’interlocutore più professionale nel settore. A partire dal quel momento, abbiamo sviluppato insieme la manifestazione, prendendoci sei mesi per stabilire l’organizzazione e creare la comunicazione. Unipol ha inoltre dato un importante contributo economico non solo attraverso l’agenzia di Gioiosa Marina, ma anche la direzione centrale di Bologna. Archiviata la manifestazione, Unipol può adesso concedere al GAL e ai suoi associati una convenzione che permetta di avere dei vantaggi alla sottoscrizione dei nostri prodotti assicurativi, nel rispetto del motto della manifestazione “proteggere i valori della terra”.
Visto il successo conseguito, come può crescere adesso la manifestazione e quali sono gli obiettivi che può raggiungere, magari non solo a livello comprensoriale ma anche regionale?
Siamo partiti con l’idea che questo fosse un “anno 0”, pertanto ci consideriamo già pronti a preparare la 2ª edizione. Tuttavia mi piace fare le cose per gradi pertanto, prima di parlare di un evento di portata regionale, mi piacerebbe coinvolgere tutto il comprensorio, abbattendo una volta per tutte i campanilismi. Pur vivendo a Gioiosa Marina, infatti, ho voluto organizzare la manifestazione a Locri per lanciare il messaggio che si stesse realizzando qualcosa per l’intera Locride, che io considero una provincia non nata di cui Locri dovrebbe essere il capoluogo per una serie di motivi: la storia, la presenza dell’ospedale, del tribunale, delle sedi degli ordini professionali, dell’INPS, dell’agenzia delle Entrate… L’obiettivo del prossimo anno, naturalmente sarà quello di coinvolgere un maggior numero di aziende, passando magari da 25 a 40 espositori, rendendo protagoniste le associazioni e le aziende che si occupano di storia e archeologia, ponendo così meglio l’accento su aspetti che quest’anno sono mancati e rilanciando il messaggio che la nostra economia debba poggiare su tre pilastri: agricoltura, turismo e cultura.
Nel convegno di presentazione hai citato la frase “L’ottimismo è il profumo della vita” di Tonino Guerra. Perché?
Perché Guerra è stato sceneggiatore di vari film di Federico Fellini e un artista a tutto tondo oltre a essere un mio corregionale, visto che io sono di Rimini e mi sono spostato qui per amore. Questa frase, inoltre, che io vedrei come motto, o meglio ancora come titolo della nostra iniziativa, ribalta il pessimismo cosmico di cui vive il sud, la Calabria e la Locride in particolare. Vessati da tanti problemi, i meridionali tendono infatti a lamentarsi e a dare la colpa delle proprie disgrazie agli altri. Io vorrei invece che questo territorio vivesse di un ottimismo che è facile trovare nelle sue piccole aziende, che stanno provando a crescere e hanno scoperto di poter avere sbocchi imprenditoriali concreti ritornando a coltivare la propria terra. Vorrei far passare questo messaggio positivo perché abbiamo tra le mani una realtà meravigliosa e, se riusciamo a fare squadra come abbiamo fatto con “Magna Locride”, che ha permesso anche alle più piccole aziende di avere la giusta vetrina, possiamo arrivare lontano.
Che cosa vede di positivo nella Locride una persona originaria di Rimini?
Voi avete una caratteristica meravigliosa che in altre parti del Paese non c’è: la sensibilità e l’accoglienza, valori che non si trovano in un popolo freddo. Per capire a cosa faccio riferimento basti pensare che il mio primo contatto con la Locride è stato, purtroppo, il funerale del nonno di mia moglie. In quei giorni di lutto ho visto 5mila persone riversarsi in casa dei miei suoceri per fare le condoglianze, mentre al funerale di mio zio eravamo in dieci! Quando al direttore commerciale ho comunicato che mi sarei trasferito qui mi ha domandato allibito cosa venissi a fare in Calabria, un deserto commerciale, dopo tutti i soldi che l’azienda aveva investito su di me. Però, dopo la manifestazione, mi si è avvicinato per dirmi “avevi ragione”, una frase che io ho inteso come un vero e proprio complimento. Certo, qui non riusciamo a fatturare quanto nel nord Italia, ma abbiamo sottoscritto un numero di polizze così elevato da far impallidire quello registrato dai nostri colleghi settentrionali. E questo perché qui c’è una piccola e media impresa a conduzione famigliare che riesce a superare meglio delle grandi imprese del nord la crisi che stiamo attraversando.
A tale proposito si sente aria di cambiamento: credi nella possibilità che la Calabria possa finalmente cambiare passo?
Sì, e credo di poter dare il mio contributo in tal senso, ma dobbiamo impegnarci nello slancio finale con le nostre sole forze, senza stare ad aspettare che sia il settore pubblico a tenderci una mano. Mi spiego meglio con un esempio: quest’estate, a Gioiosa Marina, un commerciante ha ridipinto la frazione di marciapiede davanti alla sua attività e, seguendo il suo esempio, lo hanno fatto anche altri, dai quali è poi partita la proposta di investire una piccola quota nell’acquisto di aiuole che abbellissero il corso. Tutto questo è stato fatto da privati senza alcun contributo da parte delle istituzioni ed è la dimostrazione che dobbiamo smetterla di attendere i comuni, le provincie o le città metropolitane di turno per vedere dei cambiamenti. Se faremo le cose da noi, riusciremo ad arrivare in orbita.

Autore: 
Jacopo Giuca
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