“La Calabria una terra splendida”

Sab, 14/01/2006 - 00:00

ppena scesa dal volo Alitalia, che la conduce per un breve soggiorno in Calabria ospite della Europe Direct “Calabria&europa” di Gioiosa Jonica , Birgitte si confonde tra la folla di Natale dell’aeroporto di Reggio Calabria. È difficile individuarla come una funzionaria della Commissione Europea, giovane con la sua borsa da viaggio a tracolla, come nella migliore tradizione del turismo nordico. Viene dalla Svezia, da Stoccolma in particolare e risiede da appena una quindicina di giorni in Italia dopo un periodo di lavoro trascorso a Bruxelles come funzionaria della Commissione Europea. Oggi ricopre la sua carica di giovane responsabile della rappresentanza in Italia della Commissione e si occupa in seconda battuta delle reti Europe Direct sparse sul territorio nazionale. Giunge volentieri in Calabria dove era stata qualche anno fa, come racconta con entusiasmo nel corso del tragitto, che dalla città dello Stretto la porta nella Locride. Un nevischio sottile la pone in allarme, forse la punta della penisola d’Italia le riserba più di una sorpresa. Non esiste solo il sole in Calabria e soprattutto qui non tutto è mafia. Lo apprende con convinzione sin dalle prime battute scambiate sull’auto, che nel cuore della notte la condurrà nel suo albergo a Siderno. I ragazzi della Locride la incuriosiscono oltremodo. Perché, chiede sostituendosi ben volentieri al ruolo del giornalista, si sono mossi così in gruppo; perché da soli e perché solo ora? Vuole sapere tanto e sa di avere solo poche ore per conoscere una terra che sin da subito la conquista.  L’indomani l’attende un incontro con gli ormai famosi giovani della città di Locri e il suo interesse cresce di minuto in minuto. “Gli adulti  - chiede con foga - davvero li hanno lasciati soli, perché a loro la mafia non interessa… è mai possibile? Gli occhi vivaci e di un azzurro acquoso ma piacevole non finiscono, neppure per un attimo di indagare il volto di chi tenta di intervistarla. Tra una domanda e l’altra, in uno scambio continuo di ruoli, scopriamo che la cosa più curiosa per lei è scoprire giorno dopo giorno l’indifferenza verso l’interesse pubblico della gente italiana. “In particolare nel Sud di Italia- racconta incredula - sembra che lo Stato e l’interesse privato siano due cose distanti e distinte. Non è così in Svezia, dove ognuno - continua - si sente parte della cosa comune. Nessuno, dal semplice cittadino al politico, penserebbe neppure per un attimo di arricchirsi rubando ciò che è parte della cosa comune. Il più grande governante o il semplice impiegato non riuscirebbero a distrarre neppure un euro per interesse privato. Il massimo dell’errore per un politico è incorrere in un maldestro affare di debolezza privata. Uno dei nostri ministri - narra- è alcolizzato. L’alcolismo è una piaga molto diffusa in Svezia, ma la gente lo perdona perché porta, comunque, al meglio avanti il suo ruolo nell’interesse generale”. Un’altra cosa che incuriosisce molte Birgitte è scoprire come i nostri giovani non vogliano viaggiare verso nuovi paesi e nuovi usi. Hanno quasi paura di lasciare la propria terra. Eppure siamo un paese di emigranti … “In Svezia è normale per i ragazzi una volta concluse le scuole dell’obbligo, a diciotto anni, condurre periodi di studio e di scambio all’estero. Si trovano così- sottolinea-  anche i primi lavori. È capitato anche a me- specifica sorridendo- quando subito dopo la laurea ho condotto un periodo di stage presso la Commissione Europea, alla fine del quale sono stata confermata in ruoli dirigenziali nell’ambito dell’organismo per seguire in particolare i programmi di scambio e studio per i giovani”. In quel ruolo Birgitte ha imparato a conoscere la popolazione di mezza Europa ed è difficile che riesca a trascorre più di qualche mese in  un unico stato dell’Unione. Eppure le sue tradizioni e le sue abitudini sono così simili a quelle di qualsiasi giovane dei nostri centri più grandi. Parla con dovizia di particolari, ad esempio, dell’allegria che accompagna la festività natalizie, in tutto simili a quelle che si vivono in Italia. Lo scambio di doni e lo stare insieme ai propri cari è un uso comune ai due paesi. Tante sono le notizie e le curiosità che si apprendono chiacchierando con lei. Si scopre che le giornate quasi perennemente buie di questo periodo vengono trascorse dai giovani svedesi in un allegro turbinio di incontri amicali e di follie notturne, alla faccia delle temperature glaciali del posto. In effetti, quando in mattinata andiamo a prenderla in Hotel sembra veramente meravigliata di scoprire tutto il sole che è possibile godere in pieno inverno nella nostra bella Locride. “Vorrei restarvi per sempre- ammette felice, sottolineando - sarebbe un’ottima base di lavoro e penso che in tanti condividerebbero con gioia la mia idea, in Svezia e nel resto del Nord Europa”. Non sembra fare molto caso alle nostre strade piene di buche, né restare spaventata dall’incredibile storia della ferrovia jonica pressoché inesistente. “In fondo sono cose rimediabili- considera, spiegando- nel medio periodo si potrebbero ben spendere i tanti fondi che l’UE pone a disposizione per lo sviluppo della regione per risolvere questi problemi, che non paiono poi così tremendi”. Una cosa che non riesce proprio ad accettare è l’alto indice di spreco dei fondi pubblici comunitari,  che qui si continua a registrare. È forse per questo che l’Inghilterra ma anche tanti  altri paesi del nord Europa sembrano sempre meno gradire le politiche di agevolazione pensate per le regioni obiettivo uno come la Calabria. “Una terra splendida- ammette convinta- con usi, costumi, gusti e colori irripetibili ed unici, che però sta sprecando in maniera irrimediabile una vera fortuna, che non verrà ancora a lungo prodigata per lo sviluppo locale da parte dell’Unione Europea, che ha sempre più altri interessi di sviluppo da seguire in paesi che appaiono più recettivi come le nuove realtà appena entrate a farne parte nel maggio 2004”. Dopo l’incontro con i giovani della Locride Birgitte promette di tornare presto in Calabria, magari con i suoi capi, perché sa che sull’onda dell’entusiasmo di questi ragazzi tante cose potranno migliorare nel tempo in zona. Forse allora lo splendido sole che l’ha subito conquistata e che la saluta flebile al tramonto, prima che l’aereo prenda quota sulla pista dell’aeroporto della Stretto, potrà essere un ideale compagno di viaggio per tanti turisti ed uomini d’affari del resto d’Europa, che vorranno scoprire le innegabili meraviglie della splendida Magna Grecia.  
 

Autore: 
Alessandra Tuzza
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