“Morsa sugli appalti”: condanne per un secolo e mezzo

Sab, 17/02/2018 - 12:00

La corte d'appello di Reggio Calabria, all'esito della camera di consiglio del processo “Morsa sugli appalti pubblici”, ha comminato, nel pomeriggio di ieri, condanne per circa un secolo e mezzo. Tra gli imputati condannati figura anche Antonio Macrì, ex presidente del consiglio comunale di Siderno, ritenuto parte attiva di un'associazione mafiosa e per questo condannato a otto anni di reclusione grazie allo sconto di un terzo della pena per la scelta di usufruire del rito abbreviato. L'ex presidente del civico consesso era stato assolto in primo grado, ma la procura reggina aveva proposto nei suoi confronti un appello che era stato così giustificato dal pm Antonio De Bernardo: «Il Tribunale della Libertà e il gup non colgono il senso della contestazione mossa a Macrì e non si avvedono che le sue scelte politiche sono concordate con i vertici dell'associazione criminale e si sposano perfettamente con i suoi interessi. Il dato essenziale della ricostruzione accusatoria - continuava nell'appello il pm - è che il Macrì contribuisce al rafforzamento dell’organizzazione, favorendo l'infiltrazione mafiosa della politica locale, concordando con i vertici del sodalizio le principali scelte politiche, riconoscendo alla cosca il diritto di essere previamente informata delle sue iniziative più rilevanti, di autorizzare la propria candidatura in occasione di competizioni elettorali, di indirizzare la sua azione politica nel senso voluto dall’organizzazione». La pena più elevata, a 18 anni, è stata inflitta a Giuseppe “il mastro” Commisso, che ha ottenuto uno sconto di due anni, mentre sono state ribaltate rispetto al primo grado le sentenze di colpevolezza per Domenico e Rocco Carlo Archinà nonché Cosimo Correale, ieri assolti. Assoluzione anche per Silvestro D’Agui e Saverio Maisano. Oltre a Macrì e Commisso, risultano dunque condannati: Leonardo Capogreco (4 anni), Vincenzo Cataldo (8 anni e 4 mesi), Giuseppe Cherubino (2 anni), Antonio Coluccio (10 anni), Francesco Ferraro (8 anni), Antonio Futia (10 anni), Vincenzo Futia (6 anni), Giuseppe Gallizzi (13 anni e 4 mesi), Antonio Pietro Ietto (8 anni), Marco Macrì (8 anni e 8 mesi), Salvatore Macrì (8 anni), Domenico Prochilo (7 anni e 8 mesi), Domenico Richichi (8 anni) e Vincenzo Tavernese (6 anni e 8 mesi).

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