15 milioni di motivi per continuare a sperare

Lun, 28/12/2015 - 19:37

Si è appreso questa mattina che l’ANAS vuole investire 15 milioni di euro per la riqualificazione delle strade della Calabria e in modo particolare della provincia di Reggio Calabria, una periferia con infrastrutture stradali fatiscenti dove si muore per una buca figlia dell’assenza di politiche in materia di sicurezza stradale. Una periferia che ancora discute di strada statale 106 ascoltando poco o niente le denunce delle associazioni e della popolazione, in cui i sindaci non dovrebbero più bloccare le strade in segno di protesta, ma agire con saggezza mettendo in campo proposte e cercando soluzioni a questioni così gravi. Il fatto che ANAS decida di investire una cifra importante in questa provincia è certamente un dato positivo, che dimostra come anche la società si sia resa conto dell’impellente bisogno di maggiore sicurezza anche nel nostro territorio. Un territorio ancora troppo vincolato al passato, che rischia ancora l’isolamento perché si viaggia sul binario unico e il solo collegamento stradale verso il resto del mondo è una galleria Limina obsoleta e inquietante in quanto a sicurezza. Noi vogliamo credere che questo annuncio concreto dimostri che qualcosa stia lentamente smuovendo le coscienze sull’argomento sicurezza stradale, in passato mai affrontata concretamente e per questo motivo concausa a un ritardo di sviluppo che è ricaduto anche sulla nostra economia. Del resto, è inaccettabile che nel 2015 si continui a morire per mancanza di cultura della sicurezza stradale, che le istituzioni non svolgano adeguatamente il proprio compito cercando di prevenire la morte di tanti giovani sulle nostre strade. Questo annuncio, giunto in concomitanza con quello della morte dell’ennesimo giovane reggino sulle nostre strade può e deve essere letto come un segnale di speranza dalla gente di questa magnifica terra, che ha bisogno di trovare nuovi obiettivi per continuare a coltivare quella dignità e quell’esigenza di ottenere diritti fino ad oggi negati che il blocco delle strade non ha mai permesso di ottenere.

Autore: 
Paolo Piscioneri
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