2 settembre: Polsi segni di devozione – La montagna ha partorito un topo…rtatore

Sab, 07/09/2019 - 12:36

La notizia ha fatto il giro dei TG nazionali: un aspirante portatore della sacra statua della Madonna è stato allontanato dalle forze dell’ordine perché imparentato (ma quanto?) con le cosche. Sono stato a Polsi, come ogni anno, ho percorso il bellissimo tracciato, paesaggisticamente parlando, di Melia-Farnia dovei restano ormai solo alcune tracce di cemento ecologico con cui era stata sistemata anni orsono perché il lavoro progettato e realizzato col criterio della stra-fottenza è scivolato con le piogge tutto sul greto del Bonamico. Ho lasciato l’auto dove le forze dell’ordine mi hanno indicato ed ho percorso a piedi circa 3,5 chilometri fino al Santuario. Lo scenario è d’incanto a condizione che sorvoli su ciò che è stato abbandonato ai lati della strada dopo i bivacchi, la vegetazione è lussureggiante, l’aria satura d’ossigeno fino a quando non sfrecciano le moto a tutto gas. Il panorama si riduce man mano che ci si avvicina al fondo valle ma aumenta l’intensità del ritmo degli organetti e dei tamburelli oltre che delle rare zampogne. Lo spiegamento delle forze dell’ordine è imponente, il via vai dei dirigenti in divisa ed in borghese è notevole, gli ordini impartiti e ricevuti via radio echeggiano nella valle e man mano aumentano i rifiuti abbandonati ai bordi della strada e del bosco circostante. La pressione sull’ambiente è esercitata maggiormente dalle bottiglie di birra, se ne consuma una quantità spropositata, segue la plastica degli involucri e le vaschette in alluminio, poi le bottiglie di plastica ed infine le bottiglie in vetro di grappe, amari, vermouth ed altro. Un bel maialone con tanto di orecchino è intento a masticare una busta di plastica e quando cerco di dissuaderlo in un sol boccone la ingoia voracemente e scappa via. Giunto al ponticello del vallone della Madonna il ritmo della tarantella si fa più intenso mentre si disperde il vocio nell’approssimarsi all’area Sacra, molto ben presidiata. Gli scout del reparto Locri faticano a mantenere pulito per la gran mole di rifiuti abbandonati ovunque ma, per fortuna, non demordono riuscendo a ridare dignità al luogo violato dai pellegrini. A Polsi molto è cambiato nel corso degli ultimi anni, il Sindaco ed il Vescovo mi raccontano degli sforzi profusi per mantenere il sacro luogo pulito; lamento le cattive abitudini dei pellegrini di sporcare ovunque e soprattutto nel bosco dove nessun servizio organizzato potrà mai ripulire. Stimolo il Vescovo a lanciare un appello perché non si sporchi questo luogo dove domina la maestosità della natura ed il richiamo dello spirito. Il tempo è incerto, le scalinate del teatro all’aperto sono assiepate di pellegrini per partecipare alla celebrazione. Cerco di trovare un posto dove assistere alla messa ed avere un buon punto di osservazione, sposto alcune bottiglie di birra, qualche mezzo panino addentato ed abbandonato e mi siedo su uno spuntone di roccia. Don Tonino, il Superiore del Santuario, apre col benvenuto a tutti ed i rituali ringraziamenti per coloro che si adoperano alla buona riuscita dei solenni festeggiamenti. In prima fila le autorità, a cominciare dal Sindaco con la fascia e via via un firmamento di stelle d’ordinanza, tante le … devozioni. La celebrazione prosegue pur con qualche zzigalìo ( pioggerellina), dopo il Padrenostro siamo tutti in pace, tante le particole per la comunione anche senza glutine, per celiaci. Il Vescovo nell’omelia si augura che il nome di Polsi non venga più associato ad altro se non alla spiritualità mariana, al netto delle sparate di Morra. Ed alla fine rivolge un appello affinché non vengano abbandonati rifiuti in giro. Scoppia un fragoroso applauso. Alla fine della liturgia segue la processione ed osservo i devoti scemare dalla piazza e le gradinate sono ricolme di rifiuti abbandonati. Gli applausi hanno prodotto l’eterogenesi dei fini. Al termine dei festeggiamenti religiosi si è fatta l’ora del pranzo e con i miei amici ci dirigiamo alla fontana dei tre canali per riempire le borracce e nel mentre rivolgiamo uno sguardo pietoso al maestoso castagno, uno dei simboli del luogo, ormai rinsecchito. Nell’aria si spande un puzzo di latrina ma qui intorno non ce ne sono. Infatti, in assenza qualcuno ha pensato bene, al riparo di un’auto e presso la secolare fontana, di calarsi le braghe e svuotare il contenuto delle viscere. Intanto sulla piazza sono arrivati i carabinieri a cavallo ed è qui che i destrieri hanno vuotato il “sacco” sempre per devozione s’intende come il pellegrino di cui sopra. Tutto lo spiegamento di forze per un portatore infetto ma nessun rimprovero agli sporcaccioni. Col Vescovo abbiamo convenuto sulla necessità di organizzare una giornata per la pulizia dei dintorni ma è necessario che la Laudato Si diventi strumento di dibattito quotidiano nelle parrocchie ed i procuratori non raccolgano solo le offerte per il Santuario ma impongano ai pellegrini di riportarsi indietro i rifiuti e smaltirli nei modi adeguati. Questo sarebbe gradito alla Madonna più dei contributi in denaro. Si è fatto tanto per sottrarre Polsi alla cattiva fama e si vorrà abbandonarla agli sporcaccioni?

Autore: 
Arturo Rocca
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