Ad aprile la sentenza sull’omicidio di Salvatore Cordì

Mar, 04/02/2014 - 10:25
Ieri a Reggio è stata ascoltata la sorella della vittima. Il delitto rientrava nella guerra tra la cosca Cordì a quella dei Cataldo

Dovrebbe arrivare il prossimo aprile la sentenza concernente il secondo capitolo processo legato all’omicidio di Salvatore Cordì – alias “u cinese”, considerato al momento del suo assassinio (avvenuto in  via Cesare Battisti a Siderno il 31 maggio 2005 a colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni) il reggente dell’omonima famiglia di Locri. Si legge in un articolo apparso oggi su “il Quotidiano della Calabria” a firma Pasquale Violi. Ieri a Reggio è stata sentita come teste la sorella di Michele Curciariello, unico imputato per l’omicidio del boss di Locri. La donna ha dichiarato che la sua famiglia avrebbe continuato a frequentare la gioielleria di Oppedisano, anche dopo il delitto di Caccamo.

L’uccisione di Salvatore Cordì, secondo gli inquirenti – scrive ancora il collega Violi – rientrava nella guerra che contrapponeva la cosca, appunto, dei Cordì a quella dei Cataldo, ma in primo grado sia il processo sul mandante del delitto sia quello che vedeva imputati altri soggetti accusati di avere organizzato l’omicidio, naufragarono, lasciando al momento il solo Michele Curciariello unico imputato e partecipe di quel delitto.
 

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