Al via l'Expo, fiera delle contraddizioni

Sab, 02/05/2015 - 12:23

Ieri è partita l'Expo di Milano. Proprio il giorno della festa del Lavoro, ché di lavoro ne ha richiesto tanto, quest'opera costata già tantissimo in termini economici, ecologici e di prestigio nazionale. 

Dalle ultime notizie sembra che solo il 21 per cento dei lavori sia terminato. Neanche un quarto. Il sito dedicato annuncia che sarà certamente usato il camouflage, cioè il telone dipinto. Gli esterni saranno pronti (forse), gli interno no (sicuro), nonostante il lavoro di tantissimi operai che fanno turni spaccaossa per recuperare i ritardi dovuti agli abituali mangia-mangia di imprenditori poligambisti e saltafossi. 
Secondo Alfano “nessun paese è a rischio zero” (leggi: rischio di connivenze mafiose), e questo va bene quando si parla di Milano, se l'Expo si fosse tenuta a Palermo o a Reggio Calabria, il biasimo sarebbe piovuto a secchiate. Intanto lo scandalo della Milano costruita dalla mafia di Dell'Utri è vecchio di almeno otto anni e “Mani Pulite” celebra l'entrata nell'immaginario collettivo attraverso la serie tv “1992”, e quindi lo sdoganamento morale. 
La cupola Grillo-Paris-Catozzo ai vertici dell'azienda Maltauro, indagata e sotto processo, è stata però riconfermata per paura di ritardi nella costruzione dei padiglioni. 
In mezzo a miliardi di euro che volano via dalle tasche dei contribuenti per arricchire una classe politica prevaricatrice, dittatoriale e rapace, la “brava gente”, che come diceva Levi, si assomiglia in ogni parte del mondo, lavora giorno e notte per dare un senso e una dignità a un paese che li ha persi da decenni. 
Gara di solidarietà per costruire il padiglione del Nepal dopo il terremoto, giovani che accettano di lavorare per una paga a tre cifre pur di portare qualcosa a casa alla fine del mese. 
McDonald e Coca Cola sponsor di una manifestazione che ha come tema quello dell'alimentazione sana, genuina, gratuita e a impatto zero, per tutti. 
Quest'Expo potrà solo sorprenderci in positivo, perché peggio di così è difficile, anche in Italia, anche nella Milano degli inganni e delle predazioni. Questa non è una fiera dell'alimentazione, ma delle contraddizioni, su cui non si cerca neanche più di gettare il proverbiale “velo pietoso”. Se è vero che la speculazione finanziaria è la caratteristica dell'attuale sistema economico post-liberista, è anche vero che proprio l'impoverimento sociale che ne è stato causato, chiede oggi giustizia e una rinnovata morale. 
Ogni fiera internazionale si propone di recuperare quanto speso e di guadagnare danaro, ma qui non c'è stato neanche lo sforzo di dare al pubblico qualcosa per cui valesse la pena pagare il biglietto. In termini di prestigio internazionale è un disastro. In termini economici, ancora dobbiamo capire quanto uscirà fuori dalle nostre tasche. Dalle mie, dalle vostre. L'Expo saranno bollette dell'acqua più salate, saranno tasse ingiuste, saranno insostenibili tariffe sui rifiuti. 
L'Expo parte oggi, ma quando partiranno i lavori per i nostri lungomari, che costerebbero, per tutta la Locride, una percentuale irrisoria rispetto al danaro speso (da noi) per il non-finito Milanese? 

Autore: 
Lidia Zitara
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