Alla ricerca della “sinistra perduta”

Dom, 28/01/2018 - 11:00

Non ho alcuna nostalgia per il passato, semmai una seria preoccupazione per il futuro.
Il solo dato anagrafico non basta a fare una mente fresca anzi osservando tanti giovani impegnati in politica si ha l’amara sensazione di un grigio conformismo che si coniuga a una sostanziale subalternità politica e culturale.
La “politica” attuale è espressione di un passato lontano quando la gente non contava assolutamente nulla. Si pensi che il “patto di Londra” che ha preceduto l’entrata dell’Italia nella carneficina della “grande guerra” è stato siglato all’insaputa del Parlamento e dei partiti e della gente. Il popolo ha fornito solo la carne da cannone!
La Resistenza prima e i movimenti popolari dopo sono stati caratterizzati da un diffuso protagonismo popolare che non fu monopolio della sola Sinistra. Per esempio, Giorgio La Pira, sindaco democristiano di Firenze, che occupa la Nuova Pignone assieme agli operai è l’esempio di un popolo che non delega ma fa la storia.
“Lettera ad una professoressa” di don Milani è il manifesto educativo di un popolo che si attrezza e pretende di diventare protagonista.
Anche le ragazze che mezzo secolo fa rivendicavano il diritto di indossare la minigonna riaffermavano la propria soggettività e l’esclusivo possesso del proprio corpo.
Quanto abbiamo detto è sintetizzato nel dipinto “Quarto Stato” di Pelizza da Volpedo. L’artista non dipinge i volti, pur autorevoli, di Marx, di Engels, di Labriola, di Turati, di Bordiga ma di donne e uomini comuni. Operai con la giacca sulle spalle, uomini scamiciati, donne con bambini in braccio.
Era il “quarto Stato” che entrava nella storia diventando protagonista del proprio futuro. Non solo a Parigi a Milano o a Roma ma anche a Reggio ad Africo, a Locri, a Siderno.
Un popolo che chiedeva partecipazione, uguaglianza dignità, libertà!
Ora quel “dipinto” è esposto nelle mostre ma nei fatti è stato svilito e calpestato.
La destra non l’ha mai apprezzato, direi per ovvie ragioni...
“Grillo” lo ha sempre e sostanzialmente ignorato e ci sono mille indizi e centinaia di prove che rendono evidente come dietro il movimento “5 stelle” vi siano poteri forti e non elettivi .
E la Sinistra?
Se gli attuali dirigenti della Sinistra dovessero ridipingere il quadro di Pelizza da Volpedo sostituirebbero i volti di un popolo in marcia con quelli di Renzi, D’Alema, Boschi, Grasso, Lorenzin, Casini, Lotti, scendendo sino ai “Magorno” e a una infinità di comparse senza storia.
La Calabria sarebbe l’estrema punta del tappetino rosso calpestata dalla triste sfilata di “dirigenti” senza popolo.
Sia chiaro non declino i nomi degli esponenti della Sinistra (né di altri partiti) in senso dispregiativo ma non mi va bene però che siano “loro” a decidere per noi e a prescindere da noi!
In questi ultimi 20 anni le disuguaglianze in Italia sono aumentate sia sul piano personale che territoriale e, tra i paesi dell’Unione, il nostro Paese si caratterizza per le marcate distanze tra le classi sociali.
Eliminando i valori della partecipazione e dell’uguaglianza, cosa resta della “Sinistra”?
Scusatemi se indugio su questo schieramento e non è un caso. Nel 2013 ho votato PD con convinzione ma senza farmi grandi illusioni; augurandomi soltanto delle timide riforme nel senso indicato dalla Costituzione: più attenzione ai soggetti deboli, una strategia per il Mezzogiorno, una sanità uguale per tutti; la difesa dello Stato di diritto verso chiunque e soprattutto nei confronti dei poteri forti.
È francamente deludente che il PD affronti la campagna elettorale con temi che dimostrano lo smarrimento della propria anima e della propria storia.
Mi fa male - molto male - dire queste cose! Se sapessi imitare lo stile di Proust andrei alla ricerca della “sinistra perduta” e invocherei chi rappresenta questo schieramento di darci una sola ragione per poterlo votare.
In questo momento, per quanto mi sforzi, non la trovo!
Il popolo è stato ricacciato indietro da tutto l’arco delle forze politiche presenti in Parlamento! Dalla destra ancor più che dalla Sinistra!
E io rabbrividisco all’idea che altri possano decidere il nostro destino.
Vale per il bottone atomico di Trump, vale per Berlusconi, Salvini, Grillo, Gentiloni, Renzi o Grasso.
Sono terrorizzato dal fatto che le decisioni sulla Calabria verranno, ancora una volta, prese non tenendo in alcun conto i calabresi.
Stiamo correndo all’indietro per raggiungere al punto in cui eravamo qualche secolo fa: un nuovo “feudalesimo”.
Ovviamente in Calabria siamo andati oltre la decenza.
Domandate ai dirigenti (si fa per dire) dei partiti che operano in Calabria e nella Locride chi ha deciso programmi e candidature. Avrete un sola risposta: “Roma”! E in effetti in luoghi chiusi e grigi della capitale, su qualche tavolo marginale e sconnesso, si sta discutendo chi saranno i candidati in Calabria mettendo sulla scacchiera nomi alla stregua di ciò che fa un bambino giocando con i soldatini di piombo.
Su quel tavolo non si parla della Calabria, dei problemi, delle angosce e delle speranze dei calabresi ma i nuovi feudatari investiranno i loro valvassini non tenendo alcun conto né di progetti, né della storia, né del vissuto di ognuno di loro.
Sono fortemente convinto che nella Locride e in tutta la Calabria esista una società civile ricca di intelligenze, di passione, di storie, di progettualità. Ne parlavo l’altra sera in occasione della presentazione del libro di Mimmo Nunnari con il sindaco Pietro Fuda e la dottoressa Multari iscritta e attiva nelle fila del PD. Energia ignorata dai gruppi dirigenti!
In queste ore, la Calabria autentica verrà cancellata con un colpo di penna a vantaggio di gregari di quarta fila e nell’esclusivo interesse dei “paparagianni” in cerca di percorsi privilegiati.
A noi il ruolo di servi della gleba con l’illusione di scegliere ciò che altri hanno già stabilito.
Possiamo dare una risposta? Si!
Se avessimo l’intelligenza e la forza di metterci insieme, ritengo di sì e potrebbe essere una risposta forte, democratica, composta e da protagonisti! Altrimenti non ci resta che ingurgitare la nauseabonda minestra riscaldata nei sottoscala romani.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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