Anas: Cantonieri 2.0

Ven, 29/01/2016 - 09:52
Il comunicato stampa dell’Osservatorio Ambientale Diritto per la vita sulle condizioni della viabilità calabrese

Ad Aprile 2014 Manuela Gianni su www.mobile4innovation.it entusiasticamente celebra la notizia che l’ANAS fornirà ai cantonieri un tablet per ispezionare 20mila Km di strade. Si tratta di un progetto particolarmente innovativo nell’ambito pubblico, che permetterà appunto ai cantonieri dell’Anas di diventare «gli occhi della sala operativa sul territorio, perché con il tablet possono inviare in tempo reale video e foto», spiega Pierluigi De Marinis, Direttore Centrale dei Sistemi Informativi e Impianti di Anas, artefice dell’iniziativa e vincitore del premio CIONet Italia Award 2014 nella categoria Technology Driven. Ora il cantoniere può fotografare una buca, inviare la segnalazione alla sala operativa, ricevere in tempo reale le istruzioni per l’intervento, compilare il rapporto, prosegue De Marinis. Alla luce di quanto è successo al nostro sistema stradale a seguito del nubifragio di Ognissanti ci viene quantomeno da sorridere pensando ai pochi, forse pochissimi, cantonieri in servizio che si sono dati da fare col tablet. Ci viene, invece, da rimpiangere il lavoro manuale di quei cantonieri che ormai sono solo un ricordo che provvedevano alla piccola manutenzione come rimuovere una pietra caduta, colmare una buca, estirpare una pianta sbucata nell’asfalto o ripulire una cunetta; tutti piccoli inconvenienti che oggi nessuno pensa a sanare. E’ vero che oggi ci sono mezzi che nel giro di un paio d’ore grattano, asportano, stendono centinaia di metri di nuovo asfalto ma perché si muova una di queste unità ci vogliono soldi a palate. Sguinzagliare quegli operatori della strada richiede una piccola attrezzatura ed un salario che non pesa eccessivamente sulle casse dell’Anas ma fa vivere dignitosamente una famiglia e fa viaggiare in sicurezza gli utenti soprattutto delle provinciali che sono le strade più frequentate. Passando vediamo le case cantoniere che sono in totale abbandono o al massimo servono da magazzino, eppure quelle strutture rosso pompeiano davano un senso di sicurezza e rappresentavano un caposaldo di protezione. Su quante strade non defluisce l’acqua piovana solo perché si è tappato il canale di scolo per via delle erbacce o della più civile spazzatura lanciata dai finestrini delle auto da sempre più civili automobilisti? Quanto contenzioso devono affrontare gli enti per via di pneumatici squarciati dall’essere incautamente finiti in una delle profonde buche che sono disseminate lungo le strade, per la maggior parte costruite stendendo l’asfalto sulla molle terra spianata come ci insegnano le ultime vicende della dama nera o bianca che fosse? Conclude il De Marinis « il progetto è partito con l’ iPad perché è un prodotto “cool” e i cantonieri lo conserveranno come un gioiello perché lo possono portare a casa per uso personale».
Dov’erano i cantonieri 2.0 quando l’A3 è rimasta paralizzata per una nevicata, prevista per giunta?
Ragione di più per sentirci come dice Maurizio Crozza in-cool-eight!
Arturo Rocca – Presidente Osservatorio Ambientale

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