Baaasta Commissari!

Dom, 17/03/2019 - 11:00

Un grande politologo del passato ha sostenuto che le principali categorie della politica contemporanea sono derivate dalla teologia; non sappiamo se avesse ragione, ma sappiamo per certo che la grigia e scialba figura del commissario, un tempo relegata agli insignificanti compiti dell'ordinaria amministrazione, si è lentamente trasfigurata attirando l'ansiosa attesa e il rispetto che si deve al Messia. Se la situazione è disperata (o è artatamente presentata come tale), come non convincersi che solo un dio potrebbe salvarci, invocando un vicario terreno dotato di poteri straordinari: al suo arrivo le cose cambieranno, scomparirà la 'Ndrangheta, la gente comincerà a lavorare con la puntualità degli automi e la cortesia dei maggiordomi inglesi e inizieranno a scorrere fiumi di latte e miele al posto delle nostre incostanti e insidiose fiumare...
Poiché tali miracoli non possono essere occasionali, un'improbabile proposta di legge vuole istituire un'apposita scuola di messianismo, da far frequentare agli apprendisti commissari da mandare nei comuni, ma anche (perché no?) nelle ASP, negli ospedali, nei consorzi di bonifica ecc. Avremo quindi degli sciami di infallibili unti del Signore (ovviamente non eletti da nessuno e nominati attraverso meccanismi di cooptazione) ovunque vi siano i nostri soldi da amministrare, con il risultato di sostituire una casta (quella politica) di cui ci si può disfare alle urne, con un'altra (quella dell'alta amministrazione pubblica) sostanzialmente inamovibile, iperprotetta e qualche volta francamente arrogante.
Neanche i deliri mistici di Fantozzi avrebbero potuto assumere contorni altrettanto grotteschi, soprattutto tenuto conto del fatto che proprio Forza Italia, con qualche sponda inattesa, ha fatto propria una simile impostazione: a riprova del fatto che quando la ragionevolezza politica dilegua per far posto ad un irrazionalismo parareligioso ogni paradosso è possibile. Proprio il partito del garantismo, del primato della politica e della libertà pare essersi completamente convertito (almeno in Calabria) a un nuovo corso. Nonostante ogni evidenza del fatto che commissariamento fa rima con fallimento, ancora c'è chi si illude che i commissari del futuro siano diversi da quelli del passato e non lascino nella maggior parte dei casi dopo il proprio passaggio solo cocci e macerie. Qualcuno dovrebbe spiegare che in democrazia il popolo è responsabile delle proprie scelte (e ne subisce le conseguenze) e non ha bisogno di badanti e maestre di sostegno: il commissariamento è e deve rimanere uno strumento provvisorio, occasionale e totalmente straordinario. Andrebbe quindi semmai limitato e non irrobustito. Se poi la forma di governo prevista dalla nostra Costituzione non piace, bisognerebbe gettare la maschera e dichiararsi a favore dell'oligarchia. Ma ovviamente anche questo non avviene.
Di fronte a questo parossismo di contraddizioni e folli illusioni, abbiamo un solo modo per lenire il crampo mentale da cui siamo afflitti: scioglierci nell'urlo "BASTA COMMISSARI!"

Autore: 
Gog&Magog
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