Barriere invisibili, ma lesionabili

Lun, 26/08/2019 - 18:00
I briganti

Questa settimana l’ispirazione mi porta a parlare di viaggi, per essere più precisi, di viaggi-studio. Il solo atto di prendere un aereo o un treno è sufficiente per trasportarci verso una meta che è già possibile assaporare, ma secondo me restare vicino non è abbastanza, bisogna proprio cambiare stato affinché un viaggio risulti produttivo, per la mente e per lo spirito. Come ho già scritto in altri articoli, mi trovo a Malta. Non avevo mai pensato a quest’isola come una possibile meta da visitare, chissà poi perché. Eppure la vita mi ha fatto approdare qui per uno stage lavorativo, e ho approfittato per tornare un po’ a scuola e approfondire il mio inglese. Mi sono improvvisamente tuffata in un passato da studentessa di lingue, tempo in cui non aspettavo altro che la giusta occasione per prendere un volo e provare i miei progressi. Ora mi trovo in una classe dove sono l’unica madrelingua italiana (cosa più unica che rara, perché Malta è invasa da italiani), e i miei compagni sono russi, coreani, giapponesi, spagnoli e brasiliani. Non c’è altro modo di comunicare se non l’inglese, e questo aiuta non poco. Spesso si parla degli usi e costumi di quelle terre, e si scoprono cose curiose, si ride molto. L’altra settimana ho avuto una compagna in vacanza a Malta col figlio tredicenne, ed entrambi venivano a scuola di inglese ma in classi diverse. Che stimolo deve essere stato per quel ragazzo! Ho pensato che non esiste cosa migliore che una mamma possa regalare al proprio figlio: la possibilità di aprirsi al mondo, di ampliare le proprie vedute e guardare oltre, immaginare ciò che ancora non abbiamo visto. Quante cose non sappiamo, quante culture esistono, e quanti popoli neanche immaginano che possa esistere un paese come il mio, una volta culla dell’accoglienza, che stento a portare in alto (per ovvi motivi politici). Quando arriva il mio turno e devo presentarmi la prima cosa che dico è: “I’m calabrian”(sono calabrese), e automaticamente devo spiegare dove si trova, poiché nell’immaginario comune, dopo Napoli, verso sud c’è la Sicilia. La Calabria viene saltata. Niente Aspromonte, niente Bronzi di Riace, niente Locri Epizephiri o Gerace, niente Pitagora. Però arriva proprio lì il bello: posso invogliare i miei compagni ad andare a visitare le valli cupe di Sersale, dove si trova il secondo canyon più grande d’Europa (che gli stessi connazionali misconoscono), posso consigliare un viaggio lungo la bellissima costa infinita calabrese, che persino a Malta sognano (perché qui si trovano maggiormente scogli), posso parlare del cibo speziato, della gente solidale, del clima, delle mie abitudini, delle mie radici. Qui lo posso fare, con orgoglio. In questo modo credo di lasciare qualche buon seme, che in un futuro potrà dare i suoi frutti. Quando c’è bisogno di uno sforzo per farsi capire, è lì che accade la magia: ci si apre agli altri e si tenta in tutti i modi di comunicare, senza limiti, senza pregiudizi. Quando hai recepito un messaggio difficile e anche il tuo è andato dritto a segno, ecco che qualcosa di buono è accaduto: due strade si sono incontrate. Ed ecco che il muro dell’ignoranza si comincia a lesionare…

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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