Canolo: Venerdì un convegno su Francesco Nicolai

Mar, 15/05/2018 - 15:40

Venerdì 18 maggio, alle ore 18, a Canolo, presso il Palazzo De Agostino, l’Associazione Thaletes, con il patrocinio del Comune di Canolo in persona della Commissione straordinaria Dott. Umberto Campini, Dott. Valerio De Joannon e Dott. Cosimo Facchiano, organizza il convegno e la presentazione del libro “Francesco Nicolai e la Colonia Letteraria dell’Arcadia” dell’autore Vincenzo Cataldo. Francesco Nicolai, vescovo e poeta che ha goduto di fama nazionale, nacque a Canolo il 30 maggio del 1687, da un mugnaio, e fu probabilmente questa sua umile origine che lo costrinse ad abbracciare i voti religiosi, per poter così compiere gli studi, effettuati nel seminario di Gerace dove venne ordinato sacerdote. Nel 1712 si recò prima a Napoli e poi a Roma dove si distinse per la sua perfetta conoscenza della lingua latina e venne perciò nominato dal pontefice precettore di lettere latine nel seminario vaticano. In seguito andò al servizio del cardinale Giulio Alberoni, in Romagna, e poi ancora a Roma dove prestò la sua opera di uomo di cultura al servizio del cardinale Barberini per il quale curò le relazioni diplomatiche con la corte d'Austria. Fu amante dei libri e mise insieme una cospicua biblioteca che volle collocare a Gerace, in casa Arcano, disponendo che fosse lasciata aperta al servizio di tutti coloro che volessero utilizzarla. Fu membro dell'accademia romana Arcadia, a fianco del Crescimbeni e di altri illustri letterati del tempo. Prese sotto la sua protezione Nicola Angelio e gli fece da precettore educandolo alle lettere latine in modo così perfetto che il giovane divenne presto uno dei più apprezzati traduttori delle commedie di Plauto. Il 12 giugno 1749 fece ritorno a Gerace, probabilmente già ordinato vescovo, dove nel 1752 fondò una piccola Arcadia che diresse sotto il nome di Abedone Locrese o Messeneo. Morì il 28 gennaio del 1776 e le sue spoglie riposano, ignorate dai più, nella piccola chiesa di Monserrato, fuori Gerace. A ricordarlo resta una lapide sulle mura della basilica greca. Quattro anni dopo la sua morte, nel 1772, Nicola Angelio curò l'edizione di una selezione delle sue opere pubblicata a Napoli sotto il titolo: FRANCISCI NICOLAI CARMINA. Tra i suoi versi più belli ricordiamo: In adventu theresiae Mariae Grimoaldi, suam ad urbem Locros gratulatio In absuntionam B.M.V. In nativitate Domini In passione Domini Meditatio Christi Passionis. Ci restano inoltre varie poesie in latino, in vernacolo ed in italiano di vario argomento. 

Antonella Calautti

Presidente Associazione Thaletes

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