Caramelle e bollette

Dom, 13/01/2019 - 17:20

Si punta più a prendere i voti che non al carretto di dati economici e sociali disastrosi. Tira più… un primario amico che ti chiede una cosa per il reparto che non la preoccupazione di un sistema sanitario (soprattutto a Locri) complessivamente indebolito, oppure il “favoleggiare” di una grande opera pubblica che non si farà mai (rimaniamo sempre in zona…) che non il reale e permanente rischio che rappresenta la Galleria della Limina, il declino del Porto di Gioia Tauro, il disfacimento della rete stradale provinciale, i gravi pericoli sulla Statale 106, come viene declinata la questione delle Ferrovie. Non si guarda al terreno che frana sotto i piedi (e non stiamo parlando solo di geologia…), non arriva mai a conclusione la riflessione su cosa debbano fare meglio gli operai forestali. Non si guarda al fatto che non sono stati fatti investimenti coerenti, che non si riesce a valorizzare le risorse locali. Lo staff di chi chiede di essere eletto manovra vorticosamente i Social, sono finiti gli incontri “veri” (le manifestazioni di piazza rappresentano una valvola di sfogo una tantum) per ragionare in gruppo, decidere come richiamare i dirigenti. Il rapporto tra elettori ed eletti si cerca in maniera spiccia, spesso insincera, senza dare conferme. Infrastrutture semi paralizzate e imprese in crisi, lavoro che diminuisce, il Reddito di cittadinanza che resta una nebulosa, “Quota 100” per le pensioni penalizzante come rateo mensile, che distanzia il Trattamento di Fine Rapporto e che vale solo per tre anni. Tanti non fanno altro che sperare nel buon esito, invece, di queste questioni. Intimamente, però, al di là del voto dato per rivalsa contro quelli di prima (che hanno governato male), loro stessi hanno una grande paura. Pensano alle caramelle (ci siamo ricordati questa metafora) che hanno riposto nel primo cassetto del comò: ne hanno desiderio (e bisogno, per approcciarsi al tempo e al buono), ma lì vicino ci stanno pure le bollette che aspettano di essere pagate, che evitano quanto più possibile di vedere… meglio attendere… Eh sì… “Quando si guarda una bolletta, il cuore salta un battito”. I cardiologi negano l'esistenza di questa sindrome, ma c’è… c'è.

Autore: 
Federico Lago
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