Careri: Entro la prossima settimana i bambini potranno tornare a scuola

Mer, 03/10/2018 - 12:40

Entro lunedì prossimo la giunta Oliverio adotterà la delibera per accogliere gli emendamenti della delibera del consiglio metropolitano dello scorso 24 e 25 maggio, e così la scuola primaria e la scuola dell’infanzia di Careri Centro potranno riaprire. Lo comunica con una nota diffusa ieri la Prefettura di Reggio Calabria. «Nella mattinata odierna – si legge -, nel Palazzo del Governo di Reggio Calabria, si è tenuta una ulteriore riunione per affrontare la mancata apertura del plesso della scuola primaria “Perri” di Careri. All’incontro erano presenti il consigliere regionale Romeo, il consigliere metropolitano delegato all’Istruzione, Marino, il rappresentante dell’Assessorato all’Istruzione della Regione Calabria, il sindaco di Careri, il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “E. Terrana” di Ardore Benestare Careri Ciminà, i rappresentanti del Garante regionale per l’infanzia e dell’Ufficio scolastico provinciale, nonché una delegazione del Comitato dei genitori “Salviamo la Scuola”, spontaneamente costituitosi in segno di protesta contro la chiusura del plesso scolastico».

«Positivo l’esito della riunione – prosegue la nota -. Entro lunedì 8 ottobre corrente la giunta regionale adotterà una delibera per accogliere gli emendamenti della delibera del Consiglio metropolitano, n. 24 del 25 maggio scorso, in cui è prevista anche la riapertura della scuola primaria di Careri Centro. Detta delibera verrà tempestivamente trasmessa all’Ufficio scolastico regionale che, a sua volta, interesserà il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “E. Terrana”, il quale attiverà nella prossima settimana la scuola di Careri Centro impiegando, per l’anno in corso, il personale già assegnato. Per quel che concerne la scuola d’infanzia, il sindaco si è impegnato ad attivare una scuola privata sia a Careri Centro che a Natile Vecchio».

«Grande soddisfazione – conclude la nota – è stata espressa dai presenti per le soluzioni individuate che consentono di mantenere in essere le scuole».

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