Ci lascia un galantuomo d’altri tempi: ciao, Cecè Attisani

Ven, 11/12/2015 - 12:09

Ci ha lasciato oggi un galantuomo di altri tempi, Vincenzo (Cecè) Attisani, un calabrese esemplare ed un encomiabile vecchio servitore della cosa pubblica, che ho avuto l’onore di conoscere, esserne amico e ricevere la sua fiducia. Uomo rigoroso, dotato di un inflessibile senso dello stato, impegnato nel mondo dell’associazionismo sociale, Cecè Attisani è stato Sindaco della città di Locri per poco meno di un anno a cavallo tra il 1993 e il 1994, dimostrando che era possibile riportare la moralità e la buona amministrazione in un territorio devastato dal malcostume. Giovanissimo feci con lui la mia unica e breve esperienza amministrativa nella giunta comunale da lui presieduta. Pur essendo, come lui sempre diceva, il più giovane degli assessori, godendo della sua fiducia in un rapporto quasi filiale, ebbi l’onore di poter servire accanto a lui la comunità locale avendo carta bianca nelle deleghe assegnatemi. Sotto la sua autorevole guida in pochi mesi, in una situazione drammatica, varammo alcune iniziative rivoluzionarie per quei tempi: la prima pianta organica, la prima assegnazione dei carichi di lavoro per i dipendenti, la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, l’avvio di un servizio consortile con la vicina città di Siderno in materia di smaltimento dei rifiuti e di depurazione in una ottica di conurbazione, la rescissione dei contratti con ditte e imprese poco raccomandabili. Subimmo cosi una serie di attentati ai mezzi comunali, cosi come lui fu vittima di atti intimidatori. Con lui affrontammo la terribile vicenda del barbaro assassinio della signora Speziali organizzando la più imponente per quei tempi marcia cittadina contro la criminalità mafiosa, sollevando il tema dell'efficacia dell'azione di contrasto degli apparati dello stato e ottenendo dal Ministro degli interni del tempo, Maroni, che per la prima volta nella storia della Repubblica il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica si spostasse da Roma, tenendosi per l’occasione a Locri. A fronte di una azione innovativa e specchiata in materia di legalità, Attisani ricevette invece, in maniera incredibile, una serie di avvisi di garanzia dalla Procura per reati ambientali (le fogne che a cielo aperto scorrevano verso il mare da cinquant’anni in città cosi come scorrono tutt’oggi), avvisi che lo amareggiarono essendo da poco insediato e non avendone alcuna responsabilità. Sconfortato si dimise dalla carica di sindaco a meno di un anno dall’incarico, lasciando anche il Consiglio Comunale. Gentiluomo alla mano, uomo mite e preparato, serio studioso delle problematiche che affrontava, prosegui nel servire la collettività nel suo ruolo di dirigente regionale dell’agenzia per lo sviluppo agricolo e nel suo impegno nell’associazionismo. La sua improvvisa perdita mi ha profondamente addolorato, mi unisco di tutto cuore al dolore della moglie Nina, delle amate figlie e di tutti i suoi cari. Eccolo in una foto del tempo (1993) da sindaco nella sala consiliare del Palazzo di Città ospitando il primo scambio euromediterraneo interculturale realizzato nella Locride.
Francesco Mollace, direttore di Civitas Solis e portavoce Forum Territoriale Terzo Settore

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