Colonizzazione o riscatto? È il momento di scegliere!

Dom, 02/09/2018 - 17:20

L’anno scorso la Locride è stato un punto di resistenza e di assoluta avanguardia nell’orizzonte nazionale perché abbiamo visto prima e meglio degli altri cosa nascondeva il referendum “autonomista” indetto nel “Lombardo-Veneto” ed abbiamo risposto con l’importante iniziativa presso il Comune di Siderno. Non mi risulta ci siano state altre iniziative antisecessioniste in Italia.
A un anno di distanza il Veneto (e, con più moderazione, la Lombardia) presenta il conto e chiede di calcolare i “fabbisogni standard” tenendo contro della ricchezza dei cittadini di ogni singola Regione, di modo che a maggiore ricchezza corrisponda un maggiore diritto a veder soddisfatti i fabbisogni sociali, avendo dunque migliori scuole, ospedali e servizi. Il tutto ai danni dei territori più poveri e in aperta violazione all’articolo 3 della Costituzione, il cui rispetto noi invocavamo il 22 ottobre dell’anno scorso.
La Regione Veneto, inoltre, ha chiesto di avere poteri esclusivi “… sulle scuole private, sull’edilizia scolastica, sul diritto allo studio, sula cassa integrazione guadagni, sula programmazione dei flussi migratori, sulla previdenza complementare, sui contratti col personale sanitario, sui fondi di sostegno alle imprese, sulle Sovrintendenze, sule concessioni per l’idroelettrico e lo stoccaggio del gas, sulla protezione civile, sui vigili del fuoco, strade, autostrade, porti, aeroporti,…” l’elenco continua.
È la secessione dei ricchi (come dice Gianfranco Viesti in un suo appello) che pensano di poter coprire i loro misfatti distraendo l’opinione pubblica parlando d’altro così che, zitti zitti, piano piano, si apprestano a trasformare il Sud e la Calabria in una colonia e a distruggere il principio di uguaglianza dei cittadini di uno stesso Stato.
Il disegno eversivo che a Bossi non è riuscito nel 1996, quando aveva indetto la manifestazione secessionista sul Po, sta per riuscire a Salvini con l’oggettiva complicità di tanti meridionali. Sono “sfascisti” e, se non saranno fermati, sfasceranno l’Italia e l’Europa!
È in atto una politica che chiamano “sovranismo” ma nasconde ben altro; agli immemori ricordiamo che l’Europa dei singoli Stati “sovrani” coincide con quella fase della storia che ha visto i giovani europei ammazzarsi come cani: francesi contro tedeschi, italiani contro austriaci, polacchi contro russi, inglesi contro irlandesi. Solo per restare alle due guerre mondiali, quasi venti milioni di morti nel 1918 e ben 70 milioni di vittime innocenti nel 1945.
Per nascondere il loro perverso disegno di attacco alla Costituzione e di colonizzazione del Sud hanno bisogno di creare il “nemico”, e se per i nazisti i “nemici” erano “i perfidi ebrei” e per il fascismo la “perfida Albione” e “le potenze demo-plutocratiche-giudaiche”, per Bossi eravamo noi “terroni-meridionali”, definiti “vergogna del mondo”. Oggi il “nemico” è l’Europa e sono i torturati, gli affamati e gli ultimi del mondo contro cui sono molti a scatenare le proprie frustrazioni, la propria rabbia e il proprio rancore!
Non siamo allocchi e comprendiamo bene che, quando i comuni cittadini e interi popoli scendono nell’arena per combattersi, le oligarchie si rafforzano. Non applaudite come hanno fatto le generazioni passate con Hitler e Mussolini trovandosi poi in un’Europa fumante per le bombe e con le fosse comuni piene di cadaveri di donne e bambini.
L’anno scorso il PD e gran parte della Sinistra sapiente, intelligente e accorta, ci ha snobbato. Ha preferito guardare a quel referendum dalle potenzialità devastanti facendo finta di non accorgersi o addirittura aderendo.
Una vergogna che la Sinistra ha pagato e pagherà cara così come pagherà per la mera occupazione del potere residuo senza politica.
È passato un anno dall’importante iniziativa del 22 ottobre dello scorso anno e noi non ci siamo arresi anche se non ci sfuggono i problemi che abbiamo incontrato. Per difendere i nostri valori il giorno 12 settembre saremo a Polsi (scelta non casuale) per un ricordo, e una riflessione sulla figura di un grande meridionalista e libertario: Pasquino Crupi.
Il 22 ottobre ci saremo ancora in campo perché il momento è grave e dovremo, ancora una volta, scegliere tra un’Europa in crisi permanente, un’Italia a pezzi, una Calabria colonizzata e un Mediterraneo devastato dalle guerre, oppure un’Europa unita, un’Italia realmente “una e indivisibile”, un Sud riscattato, e i popoli del Mediterraneo in pace.
Scelga ognuno di noi e scelga adesso, domani potrebbe essere troppo tardi così come lo è stato per coloro che alle vigilia della guerra mondiale sono andati in vacanza. Noi la nostra scelta l’abbiamo già fatta!

Autore: 
Ilario Ammendolia
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