Colpo di scena!

Dom, 31/03/2019 - 16:00

Ormai la vita politica locale calabrese sembra uscita dalla penna di uno sceneggiatore di serie televisive americane, tipo House of Cards, ma con ambientazioni meno smaglianti.
A parte le commissioni d'accesso, le commissioni straordinarie, le inchieste giornalistiche clamorose, ormai non passa giorno che non intervenga una sentenza del TAR a smontare un provvedimento prefettizio, un decreto a sospendere una sentenza che aveva annullato un provvedimento e così via. Sindaci sull'orlo di una crisi di nervi iniziano scioperi della fame o danno in escandescenze in diretta Facebook, sindaci di fama internazionale sono rinviati a giudizio da un tribunale di provincia (ed è solo una notazione geografica, perché ci lavorano magistrati di valore), presidenti di regione prima confinati tra le selve montane e poi liberati senza mai uscire di carica ecc. ecc.
Ovviamente, se ci addentrassimo in minuzie tecniche, troveremmo certamente il leguleio che ci spiegherebbe che per ogni cosa c'è una buona ragione e se le cose vanno così è giusto che vadano così, ma non lo faremo.
Ci basti pensare che, mentre siamo avvinti alle poltrone da questa telenovela che ci raggiunge fin dentro le nostre case attraverso molti canali, dai giornali, alla televisione, alle molte nuove vie offerte dalla rete, il mondo va avanti, le attività economiche languono, i padri di famiglia si disperano e le decisioni vengono prese sopra le nostre teste.
In questo continuo girare a vuoto delle istituzioni l'ininterrotto susseguirsi di colpi di scena impedisce che finalmente si possa tirare un respiro a pieni polmoni e pensare a ciò di cui abbiamo veramente bisogno: la normalità.
Immaginate come sarebbe bello se potessimo avere una vita politica che si occupa di far funzionare i servizi pubblici senza troppi complessi e un settore privato efficiente si dedicasse a migliorare la qualità dei nostri prodotti agricoli, artigianali e industriali, a portare tanti turisti a visitare la nostra regione, promuovendone l'immagine in Italia e all'estero.
Ma poiché ormai la spirale di novità in cui le lineari dinamiche di contrapposizione tra guardie e ladri, buoni e cattivi, belli e brutti sono travolte per lasciare spazio a una palude in cui non si capisce più nulla, non vogliamo metterci a sguazzare nel torbido.
Abbandoneremo lo pseudonimo esotico che ci siamo scelti per parlare della barbarie di questi mesi, per dedicarci a cose più semplici, forse anche dalle colonne di questo giornale: attività produttive, ambiente, vita paesana. Ci vogliamo regalare anche noi un colpo di scena: occuparci di cose normali, appunto.

Autore: 
Gog&Magog
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