Come si può lasciare il Parco d'Aspromonte senza guida?

Dom, 23/06/2019 - 12:40

L’Ente Parco Nazionale Aspromonte è senza presidente. Da quando è decaduta la carica di Giuseppe Bombino, alla fine di agosto del 2018, infatti, il Parco Nazionale non gode di quella figura istituzionale che dovrebbe rappresentarlo legalmente, coordinarne le attività e adottare eventuali provvedimenti urgenti per la sua tutela e la sua salvaguardia.
Da quando l’incarico di Bombino è giunto a naturale scadenza, a fare le veci del presidente è il suo ex vice Domenico Creazzo. E proprio qui pare che risieda uno degli inghippi burocratici (in verità uno dei tanti e nemmeno quello più determinante) che stanno impedendo l’elezione della nuova guida dell’Ente. Crazzo fa infatti parte di un Consiglio Direttivo che non venne eletto in concomitanza con la nomina di Bombino e che, per questo, a differenza dell’ex presidente, non ha ancora terminato il proprio mandato, che potrà dirsi concluso solo nell’ancora lontano febbraio 2020.
La questione della nomina del presidente dell’Ente Parco Aspromonte, purtroppo, non è spinosa solo nell’occasione corrente. Anche i mesi antecedenti la nomina di Bombino, infatti, furono travagliati e caratterizzati dalla selezione di un Commissario Straordinario, all’epoca si trattava di Antonio Alvaro, che per ben sette mesi avrebbe retto le sorti del Parco in attesa dalla tanto agognata nomina. Anche all’epoca la questione era così ingarbugliata da essere stata trattata a più riprese dai giornali locali, ivi compreso il nostro, che si fece protagonista di una battaglia per la riforma della normativa statutaria di cui fu portavoce l’allora direttore Pasquino Crupi. Siccome il nostro Paese ha tuttavia il pessimo vizio di non riuscire a imparare dai propri errori, la poca efficacia nel procedimento di nomina del Presidente dell’Ente Parco, in questi cinque anni, non è stata purtroppo mutata di una virgola, così, oggi come allora, la lentezza dei tempi pare essere più che mai determinata dal rimpallo istituzionale che tale nomina determina.
Lo statuto, infatti, prevede che la scelta del Presidente dell’Ente venga effettuata attraverso un decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare d’intesa con il Presidente della Regione Calabria. Il procedimento, probabilmente dettato dalla volontà di essere viziato il meno possibile da accordi partitici per la selezione di una figura che tutto dovrebbe garantire fuorché l’interesse di una parte politica piuttosto che di un’altra, si rivela tuttavia ogni volta un boomerang che dimostra come tuti i livelli amministrativi tendano a prendere sottogamba la gravità che un Ente importante come il Parco Nazionale resti senza un reggente. Nell’attesa che Creazzo finisca il proprio mandato, infatti, Stato e Regione potrebbero cominciare a intavolare le trattative per selezionare la figura che dovrà guidare l’Ente nei prossimi cinque anni per evitare di farsi trovare impreparati alla prossima scadenza ma, anche in questo caso, tra il dire il fare c’è di mezzo il mare. L’attuale Ministro dell’ambiente Sergio Costa, infatti, pare stia avendo più di un grattacapo in merito alla sezione del presidente non solo dell’Ente Parco Aspromonte, ma di ben altri 12 dei 24 Parchi Nazionali attualmente senza una guida amministrativa.
Nonostante da più parti arrivino voci (spesso non confermate) di incontri del Ministro per cercare di trovare la quadra a questa situazione così complessa, ancora non arrivano notizie ufficiali da parte del Ministero ed è certo che le trattative con la Regione Calabria ancora non siano partite. Considerata la nota tensione che intercorre tra il governatore calabrese Mario Oliverio e il Governo del Cambiamento, anzi, pare sempre più improbabile che l’accordo sulla presidenza possa giungere prima dell’inverno del prossimo anno, tanto da far sembrare la lentezza con cui si decise per Bombino ormai sei anni fa un vero e proprio agire alacre nei confronti del totale immobilismo che si sta invece registrando in questi mesi.
Insomma, anche se lo scrittore Gioacchino Criaco ha leggermente anticipato i tempi, parlando già la scorsa settimana di “un anno senza presidente”, il record dei sette mesi a cavallo tra il 2012 e il 2013 è stato ampiamente superato e, visti i presupposti, potrebbe essere addirittura doppiato. Il resto del discorso di Gioacchino, invece, si può solo condividere. La nostra risorsa più preziosa, quella ricchezza naturale di cui ci è stato fatto immeritatamente dono, merita di essere custodita e valorizzata da qualcuno che sappia come tutelarla e valorizzarla avendo al contempo piena facoltà decisionale, un compito che potrebbe svolgere lo stesso reggente Creazzo, che certamente ha le qualità per poter ricoprire l’incarico ma che oggi ancora non ha la possibilità burocratica di fare.
La politica, insomma, dovrebbe sbrogliare la matassa e risolvere al più presto la questione, altrimenti passi la palla a un ente sottordinato o, perché no, ai cittadini stessi. Siamo certi che questo genere di ritardi sarebbe finalmente eliminato.

Autore: 
Jacopo Giuca
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