Contro il popolo non si vince

Lun, 02/01/2012 - 10:08
Contro il popolo non si vince

L’arresto dei consiglieri regionali Morelli e Zappalà, alcuni avvisi di garanzia a personaggi di rilievo della politica calabrese hanno acceso il dibattito sulla cosiddetta “zona grigia”.
Proviamo a capire il senso della parola , a delimitare i confini e la consistenza di detta zona, se non altro almeno per cercare di evitare una caccia alle streghe che non farebbe bene alla nostra Terra.
Ai funerali di Ntoni Macrì, carismatico capo ndrangheta della Locride, hanno partecipato migliaia di persone. Le strade sono state invase da un fiume umano che occupava il corso di Siderno da una parte all’altra.. Tutti mafiosi?  Sarebbe assurdo solo pensarlo .Tra di loro tanta gente comune: avvocati, medici, commercianti, e forse, anche magistrati e forze dell’ordine che con lui avevano “gestito” l’ordine pubblico per qualche decennio attraverso un tacito accordo..
Cosa è la zona grigia ?
Una domanda che è diventata ancora più pressante dopo gli arresti eccellenti degli ultimi mesi.
Prima della ultima guerra di mafia che ha sconvolto Locri, v’è stata una intercettazione in cui  un vecchio ndranghetista rivolgendosi  al giovane capomafia del centro Jonico sul punto  di  scatenare la guerra, pronunciava queste  parole: “Compare, state attento, così vi mettete contro il popolo, contro il popolo non si può vincere”.. Parafrasando un antico adagio potremmo arrivare alla conclusione che “la ndrangheta ha bisogno di muoversi tra il popolo come un pesce in un mare”.
I veri ndranghetisti hanno un gran bisogno di essere rispettati, stimati, temuti.
Ora sbaglia chi pensa ad una ndrangheta come corpo separato rispetto alla società in cui vive. La forza della ndrangheta sta nella sua normalità. Il mafioso ha il volto del commerciante, del medico, dell’avvocato, dell’artigiano, del sindaco, del magistrato,  del deputato La ndrangheta è diluita nella società., avverte gli umori, fiuta gli orientamenti, sfrutta le contraddizioni. Quando la ndrangheta si isola dalla gente e diviene solo forza militare, si indebolisce e muore in pochissimo tempo. Ci sono paesi ( penso a Riace) in cui la ndrangheta è stata una temuta organizzazione militare fondata solo nell’uso sistematico della violenza . Ha comandato per poco tempo, poi è collassata: non aveva radici, non aveva codici di comportamento,non aveva stima, non era rispettata. Era solo temuta ed è crollata ai primi scontri militari. In altri paesi ( per esempio S. Luca, Africo o Siderno) la ndrangheta ha basi solide,sopravvive alle feroci guerre che puntualmente si scatenano.. Sembra distrutta ma poi, come un fiume carsico, rispunta più forte di prima.
La ndrangheta sa fiutare gli umori. Si guardino i flussi elettorali nella Locride e soprattutto nei centri in cui la ndrangheta ha basi di massa, si vedrà per esempio che nel 2005 vi fu una valanga di voti per il presidente Loiero e nelle ultime elezioni regionali per il presidente Scopelliti. Non determina, né potrebbe determinare il voto di migliaia di persone, altrimenti non sarebbe più una organizzazione criminale ed eversiva ma una avanguardia saldata al popolo, si limita a  cavalcare le onde emotive come un surf  che viaggia leggero sul mare.
Il vecchio ed accorto boss di Canolo  Nicola Agostino, già sindaco  del suo  paese, dalla gabbia in cui era detenuto in occasione del maxiprocesso alle cosche della Locride , dinanzi alle domande incalzanti di Marrazzo del tipo “ quindi secondo Lei perché si fa questo processo se la ndrangheta non esiste, chi commette i reati nella Locride se non ci sono i mafiosi ?” rispondeva: “ questo è uno spettacolo organizzato dal governo per imbrogliare la gente.  Si fottono i soldi e poi organizzano  questo teatro.”
Nicola Agostino, non rispondeva a Marrazzo ma alla opinione pubblica della Locride, tesseva la trama di un dialogo mai interrotto con la sua gente .
Si arriva così all’assurdo paradosso di corpi dello stato blindati , spesso impauriti, a volte prepotenti, quasi sempre incapaci di muoversi tra la nostra gente e di indicare comuni orizzonti.
Anche lo stato quando si isola e  si presenta solo come forza militare subisce clamorose sconfitte. Molti anni fa, nel mio paese, i carabinieri uccisero un contadino: Michele. Cercavano un latitante hanno ucciso un povero contadino mentre con il suo asino usciva dalla stalla. Non dovrebbe succedere ma può succedere. L’errore drammatico è stato quello di non celebrare alcun processo per quel tragico errore . Il contadino era  un “nulla”, lo Stato l’esclusivo detentore di una potenza arbitraria soprattutto verso gli indifesi.. Così nessuno ha pagato.
In situazioni come questa ,come si fa a cogliere la differenza tra stato e ndrangheta?
Un esempio ancora più attuale: ogni anno la corte di appello liquida milioni di euro per ingiusta detenzione. In una terra di ndrangheta  l’arresto di un innocente  indebolisce di molto il consenso , già esile, verso lo Stato. Tuttavia anche questo può succedere, ma possono i responsabili operare senza  alcuna riflessione, senza alcuna autocritica?
Se dici queste cose  tenteranno di farti passare  per zona grigia, per amico dei mafiosi anche se hai passato l’intera vita a batterti per una società radicalmente alternativa e diversa da  quello in cui la mafia vive e prospera.  
Così quasi tutti  gli uomini  politici “importanti”della Calabria, iniziano i loro discorsi con le frasi di rito, si schierano ferocemente contro la ndrangheta ed in favore della magistratura e delle forze dell’ordine “ a cui va tutta la nostra incondizionata  riconoscenza.”
Alcune volte lo debbono fare perché sono collusi ed hanno paura, altre volte perché sono inetti ed incapaci e non saprebbero altrimenti che dire. Comunque si tratta pur sempre di un rito stanco a cui non crede più nessuno.
Molti magistrati  ricambiano chiamandosi fuori dell’operare umano, ponendosi come angelici alfieri e custodi di ogni bene, descrivendo la politica e tutto ciò che “sta fuori”di loro come potenziale ricettacolo di ogni male. La zona grigia si forma in questo vuoto ed in queste contraddizioni, spesso coincide con il popolo in cui la mafia si muove e che avverte lo stato come estraneo.
Il vero tradimento dei partiti  non sta nel ricevere il voto di questo o quel mafioso, ma nell’essersi trasformati in gusci vuoti per soli addetti ai lavori. Gusci in cui si media il potere e quindi si determina una oggettiva contiguità alla ndrangheta.
In occasione della coraggiosa e drammatica testimonianza nelle piazze della Locride di Angela Casella, la ndrangheta fiutò una tale ostilità popolare che mise fine, per autonoma decisione, alla lunga e drammatica stagione dei  equestri di persona.
Dice il nostro Corrado Alvaro “ il calabrese vuole essere parlato”, invece ci troviamo con forze blindate che operano come se si trovassero in territorio nemico ed una politica di cui non si avverte neanche un tenue sussurro.
Se volessimo sintetizzare in una formula algebrica dovremmo dire che la zona grigia è il risultato del vuoto che separa le classi dirigenti dello Stato dal nostro popolo. Prenderà il colore della speranza solo quando questo vuoto sarà colmato e la ndrangheta non si muoverà più nel popolo come “pesce nel mare” così che di questa organizzazione criminale resterà solo il ricordo.                                                                                                              

Autore: 
Ilario Ammendolia
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