Da Morra a Belin

Gio, 22/08/2019 - 11:47
Dopo le recenti dichiarazioni del senatore Nicola Morra, l'avvocato Pino Mammoliti gli suggerisce, se proprio ritiene invincibile la simbologia e il teorema da lui evocati, di rivolgersi al Tribunale per chiedere la modifica del cognome che porta, perché la Morra è il gioco più diffuso negli ambienti criminali. Essendo genovese potrebbe sostituire l’attuale cognome con quello di belin!

Ho ascoltato, dopo l’intervento del Presidente del Consiglio, parole senza pudore e senza qualità che intasavano il dibattito al Senato il 20 agosto. I nuovi stregoni del politichese riempivano di nulla l’aula di Palazzo Madama. Ed in questi casi noi comuni mortali per difenderci dobbiamo chiedere soccorso alle risorse dell’ironia e della pietà. Tutti pronti i nostri rappresentanti a parlare di una politica e del rispetto delle Istituzioni come se ognuno di loro anziché lavorare stancamente nel “Palazzo” da 15 mesi, fosse sceso da una nave della speranza, scoprendo con delusione che ciò che sognavano altro non era che un incubo. Ma questa gente non c’era al momento della stipula del “Contratto”, non erano acclamanti e gaudenti quando quel decerebrato di Di Maio si affacciava al balcone scimmiottando Benito? La complessità e la drammaticità del momento che gli italiani, prima dell’Italia, vivono in questi giorni, è materia che sfugge via velocemente dalla testa vuota dei Senatori. Chi però mi ha maggiormente colpito per la assoluta stupidità ed insofferente esposizione della stessa, è stato un senatore eletto in Calabria: tale Morra, che improvvidamente ancora ricopre il ruolo di Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Ha fatto ricorso alla più becera evocazione del rapporto Stato-‘Ndrangheta, cercando di ammorbare la platea degli ascoltatori con frasi e metafore da guitto teatrante di periferia. Nel suo intervento ha esaltato il simbolo del rosario che sgranandolo, in Calabria, porta dritto a Polsi. Polsi, San Luca, l’intera Calabria, secondo Morra altro non è che ‘ndrangheta ovunque e chiunque senza soluzione di continuità. Per bontà espositiva mi associo indistintamente a tutti i moti di indignazione che si sono levati nei confronti di questo oscuro e ridicolo personaggio che indegnamente rappresenta la Calabria. L’unica cosa che spero è che questa crisi passi non senza aver rimosso dal podio della Antimafia un anti intelligente come Morra, auspicando pure, nella peggiore delle ipotesi, uno scioglimento anticipato delle Camere al fine di scongiurarne la rielezione, poiché da come sembra i 5 stelle non ricandidano coloro che hanno già maturato due legislature. Invito questo “pierino” nemico volontario dei calabresi tutti, a conoscere e frequentare persone del calibro di Vito Teti o Nuccio Ordine, oltre che chiaramente la gente comune che lavora onestamente e fa sacrifici, per meglio apprezzare calabresi e calabresità (anche se penso amaramente che sarà un inutile spargimento di fiato da parte di questi ultimi). E se proprio ritiene invincibile la simbologia ed il teorema dallo stesso evocati, di rivolgersi al Tribunale per chiedere la modifica del cognome che porta, perché la Morra è il gioco più diffuso negli ambienti criminali, la sua, se lo capisce, è una sorta di damnatio memoriae nominis che potrà eliminare candidandosi a Genova e sostituendo l’attuale cognome con quello di belin, che senz’altro più gli si addice.

Autore: 
Pino Mammoliti
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