Dal presidio di rose sentinelle il Val di Neto IGT

Lun, 22/05/2017 - 20:00
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Qualche papavero sparso si innalza in cima al suo cordame dando la sferza al vento con la sua fiamma rossa al di sopra del suo pistillo grasso e nero. Cespugli di rose in testa ai filari dei vigneti, omaggio alla tradizione che li utilizza come campanello di allarme per segnalare l’arrivo del temutissimo mal bianco. Siamo nell'areale a vocazione viticola ed enologica della parte centro e sud-orientale della provincia di Crotone, tra rilievi collinari appena abbozzati dai quali si scorge la linea blu delle acque del Mar Ionio. Nei comuni di Andali, Belcastro, Belvedere, Spinello, Botricello, Caccuri, Carfizzi, Casabona, Cerenzia, Crotone, Cutro, Mesoraca, Pallagorio, Petilia Policastro, Roccabernarda, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato, San Nicola dell’Alto, Santa Severina, Scandale, Umbriatico e Strongoli, in un’atmosfera che ricorda il passato acheo, bizantino e normanno, vengono alla luce i vini ad indicazione geografica tipica "Val di Neto" bianchi, rossi e rosati. La versione in bianco, assagiata con grande appagamento e nata dalla vinificazione in purezza del vitigno autoctono calabrese Mantonico, è di colore paglierino di sgargiante lucentezza e dagli esuberanti riflessi dorati. Offre al naso sentori fruttati, che ricordano la pesca bianca in particolare, destando l'arrivo inopinato di note di marzapane, ortica, sambuco, muschio, mandorla, seguiti da sfumature sapide e minerali. Sorso morbido e corposo, dalla vivace componente acida, piacevolmente sapido nel suo corso sinuoso. Finale ammandorlato e persistente. Un bianco incomparabile nel panorama vinicolo enologico italiano, un vino da cena a lume di candela che si sposa alla perfezione con i piatti di pesce più impegnativi.

Autore: 
Sonia Cogliandro
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