Dalla penisola all’Etiopia, con amore

Lun, 18/03/2019 - 18:00
I briganti

Ogni tanto viene fuori qualcosa di buono persino dalla televisione, parlo per me che la guardo poco poichè conosco il valore malefico di quella scatoletta. Ieri sera però ho potuto scoprire che in Etiopia esiste una associazione molto importante che si occupa di riciclo, ma soprattutto di donne e si chiama “zenzero”.  Riporto dal web: “l’Associazione agisce per il miglioramento delle condizioni di vita nei PVS, sostenendo attività sociali finalizzate a ripulire l’ambiente e nello stesso tempo a fornire posti di lavoro alle donne, impegnandosi quindi a sostenere piccoli imprenditori locali, nella costruzione dei centri di smistamento e pressatura del PET, destinato al riciclo.” Tutto ciò mi ha riempito di speranza, specie dopo le ultime notizie, italianissime, di attacchi alle donne da parte di bestie... ehm... uomini, o ominicchi. Ma cosa dico: maschi. In questa associazione si lavora per scopi nobili, utilizzando quella parte di umanità di genere femminile che è normalmente costretta a subire abusi. E perchè non l’Etiopia?Mi sembra giustissimo. Mi viene subito in mente un parallelismo con l’Etiopia della guerra, quella combattuta tra l’esercito (s)fascista e l’Etiopia che (...guarda un po’?) non voleva piegarsi alla dittatura italica. (E noi a sud ne sappiamo qualcosa). Beh, considerando come si svilupparono i fatti, gli scempi commessi dagli italiani sulla popolazione civile etiope, gli stupri, il massacro di Amba Aradam (non mi ripeto perchè già ho fatto un articolo su questo), le spose bambine: in cui le bambine erano etiopi e i maritini erano vecchi fascisti italianissimi, del calibro di Montanelli. Beh, se davvero si poteva fare qualcosa di buono in Etiopia, questa azienda lo sta facendo al 100%. Non solo si salvano le donne ma si ripulisce il pianeta dalla sozzeria lasciata da una razza che è quella umana, e che non comprende il valore di quel che ha. Non parlo solo di chi getta la carta per terra e sporca: mi riferisco a una società che preferisce acquistare un mandarino al supermercato, a cui è stata tolta la buccia per essere più velocemente mangiato, ma che è stato tristemente avvolto dalla plastica, la quale insozzerà i mari, il pesce, e poi quel pesce ce lo mangeremo noi e ci avveleneremo, come è giusto che sia. L’associazione “zenzero” si occupa anche di sensibilizzare la popolazione etiope all’importanza del riciclo, creando corsi per bambini, che sono il nostro futuro. Se un futuro esiste, si riparte da qui.

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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