Direzione Dogane: la boria e le bugie metropolitane

Dom, 01/04/2018 - 16:00

Pare che la scelta razionale di Catanzaro quale sede interregionale per Calabria e Basilicata delle Dogane e dei Monopoli abbia sollevato il solito ottuso vespaio campanilistico sulle rive dello Stretto. Infatti, il giovane sindaco Falcomatà, ma non solo lui, ferito nell’orgoglio metropolitano, afferma che tale scelta sia frutto di “una grave violazione della sentenza del consiglio di Stato”. Dice ancora che “Reggio è oggettivamente deputata ad essere sede della Direzione delle Dogane in quanto sede dell’autorità portuale più grande del Mediterraneo e città con maggiore traffico doganale”. Ma il meglio arriverà subito dopo, quando il giovane sindaco, in un crescendo di auto-esaltante mania ossessiva-compulsiva di grandezza, ricorda all’universo intero che “non può trascurarsi il fatto che esista un nuovo soggetto istituzionale qual è la Città Metropolitana di Reggio”.
Insomma, ragazzi, scherziamo su tutto ma non azzardiamoci ad offendere la metropoli! Che poi in tutta Europa ci ridano dietro e di gusto per il fatto che in Italia si affibbi il titolo improbabile di metropoli ad una città di 180.000 abitanti, beh… questo è un altro discorso.
Lessico, comiche e geografia a parte, il diritto e la buona amministrazione burocratico- politica ci insegnano qualcosa di completamente diverso dai vaneggiamenti di Falcomatà: in primis che non vi è alcuna violazione di qualsivoglia sentenza giacché la sede interregionale delle Dogane di che trattasi è un presidio totalmente nuovo che niente c’azzecca con la sede attualmente e irrazionalmente presente a Reggio (ufficio, quest’ultimo, scippato a Catanzaro nel 2007). Inoltre definire Reggio come la città “oggettivamente deputata” ad ospitare la sede interregionale Dogane e Monopoli per Calabria e Basilicata è una farneticazione delirante sia perché sono falsi i dati vantati dal sindaco reggino, sia perché Reggio è semmai la meno adatta fra tutte ad ospitare una simile Direzione; ma soprattutto perché non sono quelli illustrati dal giovane Falcomatà i criteri con cui si stabilisce la sede.
Anche i sindacati reggini, sul piede di guerra per questa vicenda, nel tentativo di giustificare le loro rimostranze si inerpicano in considerazioni fuorvianti, dati errati, menzogne e tutto ciò che può tornare utile ad una causa – la loro – che fa acqua da tutte le parti.
Le direzioni regionali svolgono infatti funzioni direttive, di coordinamento e di controllo, interagendo quotidianamente con le altre amministrazioni pubbliche quali la Commissione Tributaria Regionale, la Direzione Regionale Agenzia Entrate, la Direzione Regionale Demanio, il Comando regionale Guardia di Finanza, la Corte dei Conti, il TAR: tutti presidi ubicati correttamente a Catanzaro, che non è una metropoli ma è il capoluogo di regione.
Sorvoliamo poi, per mera misericordia, sulla barzelletta del “nuovo soggetto istituzionale qual è la città metropolitana”, in ordine al quale Falcomatà, e non solo lui, vorrebbe far credere che qualsiasi atto a lui non gradito configuri il reato di lesa maestà alla sua metropoli. Si rassegni, Falcomatà; e con lui si rassegnino i campanilisti d’ogni risma: se c’è uno status istituzionale da rispettare e giuridicamente da ossequiare, quello è il Capoluogo di Regione. E il capoluogo di regione è la piccola Catanzaro, graziosa e baricentrica cittadina che non supera nemmeno i 100.000 abitanti e che perciò si vanta di non poter essere una metropoli, fiera com’è del suo ruolo e della sua posizione tramandati dalla storia e non certo da un inganno.

Autore: 
Movimento Civico “Catanzaronelcuore”
Rubrica: 

Notizie correlate