Disperazione nella Locride: aumentano i casi di povertà, ma tutti fanno finta di niente

Sab, 20/07/2013 - 12:56

Famiglie disperate, sull’orlo di una crisi di nervi e senza più speranze.  Lavoro e prospettive azzerate. Il problema non è più arrivare a fine mese ma riuscire a mettere insieme un pranzo e una cena. O magari solo una cena.  La fila davanti alla Caritas e all’ufficio dei servizi sociali  aumenta, diventa sempre più lunga. E tra le teste si iniziano ad intravedere anche alcuni uomini che si mettono in coda. È una cosa insolita, rara, che i padri si presentino per chiedere aiuto per le proprie famiglie. Mettere da parte l’orgoglio da parte loro è un segnale chiaro di quanto sia difficile la situazione.
Chi prima lavorava saltuariamente adesso è a spasso. Se prima si riusciva infatti a trovare lavoretti come giardiniere o magari proponendosi come donna delle pulizie o anche per lavori pesanti, adesso tutto è cambiato. Queste spese si tagliano, la classe media le scale se le lava da sola e i traslochi li fa in proprio. E quelli che con quei soldi riuscivano a far campare la propria famiglia sono entrati in crisi. Le telefonate per questo o quel lavoro hanno iniziato a diventare sempre meno e alla fine non sono più arrivate. Ma a fine giornata i figli per lo meno qualcosa dovranno metterla sotto i denti.
Tutti vanno al Comune per poter avere una mano, ma anche lì si scontrano con la crisi. Chiedono un alloggio, un pasto, l’esenzione dei tributi. Ma soprattutto un lavoro. Anche di quelli che negli ultimi anni nessun italiano voleva fare adesso non si fa più gli schizzinosi. Si cerca anzi anche di rientrare nei mercati abbandonati e monopolizzati dagli stranieri, come nel caso dell’assistenza agli anziani. L’elenco affisso negli uffici dei servizi sociali langue ed è bianca come non capitava da tempo. È una guerra tra poveri e non se ne viene a capo.
Le situazioni più drammatiche sono quelle che coinvolgono i bambini malati che hanno bisogno di viaggiare frequentemente verso le strutture specialistiche fuori regione. Questi casi sono quelli in cui i soldi non bastano mai e non per lo straordinario ma per le necessità di ogni giorno. Medicine, cibo, assistenza.
Ma queste sono le situazioni più estreme. Le sfumature sono tante e varie. Se si volesse stilare una classifica cercando di capire chi si trova più sull’orlo del baratro dovremmo veramente occuparci di guerre tra poveri. L’impoverimento è indubbio e ovviamente chi già partiva con un handicap, ad esempio se in famiglia lavorava solo un componente, si è trovato ad un passo dal precipizio. Mentre chi aveva era riuscito a stabilizzarsi e magari a mandare anche i figli a studiare fuori ha dovuto fare un passo indietro per non finire sul lastrico.
Le difficoltà economiche delle famiglie della Locride sono caratterizzate anche dal ritorno dei figli dall’università. Giovani di belle speranze partiti per crearsi la propria vita e realizzare i propri sogni sono richiamati alla base. Non si può più proprio mantenerli a studiare fuori. E loro diligenti tornano covando rancore verso lo Stato che li costringe a questo e che non gli porge una mano.
È il caso di un giovane di Siderno andato a Bologna a studiare Scienze motorie e rientrato per cause di forza maggiore. Il padre, muratore, perso il lavoro non ha più potuto permettersi vitto e alloggio bolognesi. Lui è tornato a malincuore e sta cercando di realizzare quanto è successo, ma è sicuro di una cosa: “L’Italia si è rovinata totalmente, questo Stato ci sta levando tutto”.

Autore: 
Eleonora Aragona
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