Don. Quant’è bella la Locride di ieri

Dom, 24/02/2019 - 13:00

È tarda mattinata, mi trovo in ufficio, di solito verso le 11 è pieno di gente, confusione totale. Oggi, invece, sono solo, la calma e il silenzio regnano. Ricevo un messaggio, riesco a sentire la notifica, solitamente con quella confusione lo avrei visto nel pomeriggio. Lo leggo. Mi scrive Salvatore Ferraro, che non sento da tempo, mi dice: Ciao Rosario, ti invio il video di una mia canzone dedicata a Pino Muscatello ex-compagno di Liceo. Nel video compaiono pure Peppe Antico, Dino Polverari, Giampiero Catalano, Peppe Gatto, Peppe Racco e Davide De Leo ... mi fai sapere che ne pensi? Ciao. Salvatore. Penso subito a Pino, grande amico che da qualche anno non c’è più. Ero legato a lui, come sono legato a tutti i protagonisti del video. Abbiamo trascorso la nostra gioventù negli stessi luoghi, io ero più piccolo di loro, sono della classe del 1966. Quante serate passate insieme, quanti film, quante bottiglie di vino, quante canzoni, quante sigarette. Pino era un ragazzo di un’educazione unica, nello stesso periodo delle scuole lo vedevo a Locri, a Siderno e pure a Roccella perché abitava vicino casa di Paola, ricordo anche il fratello Fabio che oggi vive al nord. Finite le scuole, Pino si era sposato a Locri con Daniela, e ogni tanto ci vedevamo anche sotto il mio ufficio. Lui era un frequentatore della libreria Gentile, ricorderò sempre il suo volto mentre sfogliava un libro e io lo vedevo attraverso il vetro, alzava gli occhi e apriva il suo sorriso sincero.
Così con tutti questi pensieri che mi girano in testa, mi immergo nella visione. La canzone parte bene, narra di alcuni amici che si ritrovano per ricordare uno di loro che non c’è più, le scene si dividono tra il presente con i veri ex compagni di scuola che si sono ritrovati per l’occasione, e il passato con degli attori che ricordano le scene di scuola di questi compagni di classe. L’emozione di questo video è struggente, perché apre un mondo di ricordi, la canzone è meravigliosa, perché Salvatore in questo è veramente bravo, la sua naturalezza nel creare emozioni è arte viva. Finito il video che dura un paio di minuti, scrivo a Salvatore: Minchia!!! Sasa, ho visto subito. Sono emozionato, ero preso tra mille cose, una conferenza da organizzare oggi pomeriggio, due articoli da finire, ho messo pausa alla mia vita, non so per quale motivo, forse l'affetto che ho per voi, il ricordo per Pino, ho fatto bene. Il telefono squilla ma voglio dirti che hai fatto una cosa grande, molto grande, sei sprecato per questa terra. Ora torno alla mia vita, volevo condividere l'emozione che mi hai dato e forse il significato di questo video era proprio questo, ogni tanto fermarsi e pensare a ieri. Vorrei aggiungere molte cose ma il telefono squilla di nuovo. Grande Sa. P.s. ma Don era riferito a Fandango?
Il messaggio è chiaro, la vita non ci dà il tempo di dare importanza nemmeno alla perdita di una persona cara con cui abbiamo condiviso i momenti più belli della nostra vita, il fiore della nostra gioventù, gli anni della spensieratezza, degli innamoramenti, dello studio e dell’amicizia pura. Però, mentre passa il tempo ci accorgiamo che quella ferita non si rimargina, quando ci capita di pensare al nostro passato quella ferita è lì, sanguinante, aspetta che noi capiamo che la vita sta passando e che il domani avrà un vuoto che non possiamo colmare da soli. La soluzione pensata da Salvatore è quella dell’affrontare la verità, prendere di petto la situazione insieme a quelli che hanno addosso la tua stessa sofferenza, bere insieme e dedicare all’amico che non c’è più quelle parole che ci sono rimaste in gola. Alcune scene sono vicine al film cult della nostra adolescenza “Fandango” con Kevin Costner: un gruppo di amici torna nel posto in cui aveva seppellito una bottiglia di Dom Perignon, e brinda a uno di loro che non c’è più, il tutto attraversando due diverse Americhe divise da un paio di anni. Allo stesso modo nel video viene fatto il brindisi di ricordo che è il simbolo della consapevolezza della perdita. Forse Salvatore voleva dire altro con questo video, lui è molto più geniale di me, ma io ho voluto scrivere le mie sensazioni perché tutti guardino questo video che racconta di molti, oltre che dei protagonisti, e anche per dare un input ad altri a scrivere su questo video, perché ritengo che riesca a esprimere il meglio di noi, il meglio di chi ha vissuto una generazione che pensava di andare via da qui, ma nello stesso tempo si stava innamorando di questa terra, e oggi rappresenta una qualità di uomini che penso, forse con presunzione, pochi luoghi riescono a esprimere. Questo vorrei che rimanesse del mio articolo, un grazie a tutti i protagonisti per aver dimostrato ancora una volta quanto siamo belli.
Per questo sono orgoglioso di voi, sono orgoglioso di Salvatore Ferraro, che conosco da quando eravamo piccoli, e che ha dovuto soffrire molto in vita sua, forse molto di più di quello che una persona può subire. Sofferenza che oggi gli permette di poter comprendere meglio le vere necessità della vita, e trasferirle a chi non può vedere così lontano. Sono orgoglioso di tutti i compagni di scuola di Pino, che sono tutti in vari modi e tempi anche miei grandi amici, quasi tutti hanno lasciato parte della loro giovinezza nella cantina di casa mia, tra di loro ci sono chi ha condiviso con me parte dell’esperienza universitaria, chi ha avuto altre esperienze. Sono orgoglioso dei giovani attori che hanno interpretato molto bene, dei ragazzi che hanno girato e confezionato il video, super.
Forse hai ragione Salvatore, ci siamo persi, persi per cosa, per andare dove? Non lo so, so solo che ti devo una bella bottiglia di Dom, perché in quei pochi minuti sei riuscito a far capire a me ma spero a tutti, molto di noi, della nostra generazione e della nostra terra.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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