Drunk Yoga, lo yoga con il calice in mano

Mar, 19/02/2019 - 10:40
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Inspira amore, espira stress e bevi un sorso. Eccole le direttive base del Drunk Yoga, l'ultima eccentrica tendenza di New York lanciata da Eli Walker, insegnante di yoga. O ltre a regalarti un'infusione di pace interiore, le sedute di questa nuova disciplina abbinano anche la possibilità di sorseggiare un bicchiere del tuo vino preferito. Uno yoga esperenziale che permette di avvicinarsi alla disciplina grazie agli effetti positivi del vino, riducendo i pregiudizi e creando un’atmosfera di serenità durante la lezione. Gli obiettivi sono sempre gli stessi: rinforzare muscoli, migliorare la postura, meditare e eliminare lo stress attraverso la concentrazione e il divertimento. Se ti stai immaginando felice e brilla mentre cerchi di tenere il più possibile una posizione e l'equilibrio ti sbagli: anche il Drunk Yoga ha delle regole! Dopo un breve happy hour, si passa a una sequenza vinyasa adatta ai principianti, per circa 45 minuti. Ma i bicchieri non si mettono da parte: si portano con sé e, calice alla mano, si eseguono le posizioni, in un contesto che vuole essere dilettevole e non giudica le performance. Il buon proposito non è ubriacarsi col vino, ma farlo grazie all'atmosfera di serenità che regna in classe. Le regole, tra l'altro, scoraggiano l’eccesso di alcol, infatti precisano di non bere più di un bicchiere di vino prima di iniziare, e incoraggiano l'idratazione e il consumo di acqua. Ma il bicchiere di vino resta. Questi sono alcuni dei particolari dettami dello Drunk Yoga. In ogni caso, non sembra essere richiesta la perfezione. Infatti, come lascia intendere Eli Walker, che si dice in controtendenza rispetto al perfezionismo dilagante di Manhattan, l'idea di fondo è coinvolgere chi vorrebbe fare yoga, ma è intimidito, creare un ambiente rilassato e gioioso in cui si ride e si sperimenta il movimento. Una delle regole, infatti, è andarsene più felici di quando si è arrivati.

Autore: 
Sonia Cogliandro
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