Duisburg e una politica fatta da ascari e gregari

Ven, 24/05/2019 - 19:45

Non sono un negazionista ma certamente più di qualche dubbio mi è venuto assistendo alla proiezione in prima serata e sul primo canale del film su Duisburg. Trovo normale che la strage possa essere raccontata in TV, ma non in questo modo.
Duisburg non è una storia di gangster e desta qualche perplessità il fatto che un dramma che nasce da una storia complessa e tragica di un paese della Calabria possa essere narrato come un filmetto di azione americano.
C’è del tragico nel cuore dell’uomo e Duisburg lo dimostra: indagare su come possa maturare un odio feroce che alimenta un dramma sarebbe stata un’interessante ricerca nel fondo dell’animo umano. Ma non si può ridurre l’Antigone a un fumetto di Paperino, né raccontare “La Leggenda del Santo Inquisitore” come “travagli” dei personaggi dell’Isola dei famosi.
Non s’è fatto un buon servizio alla RAI, né alla verità, né tantomeno alla Calabria.
C’è una pervicace, costante, interessata volontà di proiettare la Calabria come un Western selvaggio in cui tutto ciò che non è bianco è decisamente nero e i rari raggi di luce scolpiscono l’aureola degli “sceriffi” mentre un cono d’ombra ingoia i calabresi.
Lungo questa strada s’è creato un palcoscenico ideale per Salvini che viene a San Luca o a Platì per urlare in nome d’una falsa legalità lo slogan medioevale quanto demagogico: “Marcirete in galera!”
Non mi piace che la Calabria venga trattata in questo modo. Non mi piace quanti si comportano da ascari e gregari.
Oggi in molti si sono accorti dell’intento oggettivamente diffamatorio d’una fiction e in molti hanno protestato. Ma vorremmo ricordare che per decenni la “politica” è stata subalterna quando non collaterale ai peggiori forcaioli che hanno devastato la Calabria e che la fiction su Duisburg arriva dopo una eternità di silenzi e di complicità di una classe dirigente gregaria e silente.
Noi le nostre idee le esterniamo da oltre trent’anni e tuttavia riteniamo che non sia mai troppo tardi farlo, anche se molti danni sono irrimediabilmente fatti.
Per esempio, gli iscritti al Partito Democratico non possono protestare per la fiction e restare silenti su vicende ancora più serie. Per esempio, alle elezioni Europee, il PD presenta come capolista Franco Roberti, che sarà sicuramente una persona perbene e un professionista serissimo, ma è stato candidato solo e soltanto perché già procuratore nazionale antimafia.
Una scelta che dimostra come il maggior partito della Sinistra percepisca il Sud essenzialmente nella dimensione criminale.
Una scelta oligarchica di un partito che ha smarrito il suo popolo.
Per molti anni ci siamo battuti per evitare tale deriva e continueremo a farlo anche oggi che è giorno di elezioni.
Io sono per l’Europa democratica e Unita e mi comporterò di conseguenza, ma vorrei poter votare anche per il riscatto della nostra Terra storicamente repressa e impaurita. Avrei voluto impedire, con il voto, che in nome della “legalità” la Calabria possa esser trattata da colonia!
Ma qual è il “partito”?
Manca un “partito” realmente democratico, meridionalista (ma non meridionale) e garantista. Manca un “partito” in cui dibattere il perché s’è passati dalle grandi manifestazioni in cui campeggiava lo striscione “San Luca non deve morire” al dramma di Duisburg.
Com’è stato possibile? Perché la Calabria e San Luca sono così cambiate? Non ha nulla da dire la classe dirigente nazionale e regionale su una involuzione così significativa?
Oggi dobbiamo prendere atto che non esiste un’organizzazione capace di renderci protagonisti del nostro presente e del nostro futuro.
Quindi siamo impegnati in una disperata ricerca del “partito” che non c’è!
Sicuramente non ci può essere un partito per ognuno di noi ma non si può votare un cartello elettorale scisso da tutti noi.
A questo punto potrebbe essere logico astenersi dal voto ma tale scelta potrebbe essere interpretata come una manifestazione di qualunquismo acefalo, oltre che un insulto per quanti sono morti per la democrazia rappresentativa.
Quindi non posso fare altro che votare contro la “politica” di odio e di paura, di violenza verbale e di campagna elettorale permanente che questo governo diffonde.
Contro chi predica galere, lager, armi e guerra, indifferenza verso gli esseri umani e gli ultimi del mondo. Contro l’uso strumentale delle Madonnine e delle coroncine del Rosario.
Voterò la “lista” e i candidati che più si avvicinano al creativo, non violento e colorato “popolo dei balconi” che nasce in Calabria, anzi a Catanzaro, e che considero una manifestazione del “libero pensiero e di coraggio civile. Voterò per dare forza a un gesto apparentemente “illegale” ma autenticamente Cristiano e “rivoluzionario” quale quello del cardinale Krajewski, che ha scelto di consentire a donne incinte, vecchi e bambini di avere in casa la corrente elettrica.
Voterò per collocarmi idealmente accanto ai tanti giovani che hanno aspettato “l’imputato” Mimmo Lucano nel cortile della Sapienza per poi cantare “Bella ciao”.
Lo farò perché, nonostante tutto, credo che un’altra Umanità sia ancora possibile o forse illudendomi che qualcosa possa realmente cambiare.
Oppure (e sarebbe amaro ammetterlo)… aspettando Godot!

Autore: 
Ilario Ammendolia
Rubrica: 

Notizie correlate