Elezioni 2019: Rivoluzione negli assetti dell’Assemblea dei sindaci della Locride

Dom, 02/06/2019 - 11:40

Per chi è cresciuto a pane e politica, come sono cresciuto io, il 26 maggio rimarrà come data storica, nelle menti e negli occhi di tutti i calabresi che ormai hanno perso anche l’ultima speranza di cambiamento. Pensare qualche anno fa di vedere la Lega con queste percentuali di voto in Calabria era veramente impossibile, però il responso delle urne ci dice che è stato premiato il partito che è più vicino alla gente e il partito più presente nei territori. Per essere onesti dobbiamo riportare un dato: nella Locride, per quanto riguarda la campagna elettorale per le europee, abbiamo assistito a un solo comizio, ed è stato quello di Sofo a Bovalino. Sofo sarà l’unico originario della Locride a sedere nel nuovo parlamento europeo.
Per fortuna ci sono state anche le elezioni amministrative che ci riportano qualche sorriso. Era previsto, inizialmente, il voto in 16 comuni come avevamo quantificato noi nel mese di febbraio, poi con il prolungamento dello scioglimento di Marina di Gioiosa, lo scioglimento dell’amministrazione di Palizzi e il ritorno del sindaco Loiero a Grotteria, i comuni al voto sono scesi a tredici. Per essere precisi in quasi tutti i comuni, 10, la corsa era tra due candidati a sindaco, mentre a Roccella e Riace c’erano tre candidati e a Canolo solo uno.
Iniziamo allora un breve viaggio per capire che cosa è successo domenica.
Partiamo da Canolo. La cittadina, in silenzio dopo due anni di commissariamento, ha trovato la quadratura del cerchio con una persona seria disponibile a candidarsi che è riuscita a superare il quorum necessario in presenza di un solo candidato. E così, con il 55% di votanti, è stato eletto sindaco Rosario Larosa.
Andiamo ora in ordine alfabetico, partendo proprio dal comune limitrofo, cioè Agnana, dove i candidati erano la ribelle sindaca Caterina Furfaro e Giuseppe Lupis. La lotta in questo comune è stata cruenta, anche perché si giocava sul filo di pochi voti. È riuscito a tornare ad amministrare Lupis con la lista “Rialzati Agnana” che ha preso 177 voti contro i 137 della Furfaro. Ad Ardore, invece, è stata molto più netta la vittoria di Peppe Campisi, anche lui ex sindaco, che prosegue con parte della coalizione che aveva sostenuto Grenci nelle passate elezioni. La sua lista ha raccolto 1706 voti contro i 1203 raccolti da quella guidata da Giovanni Teotino. A Benestare, dopo la decisione di non ricandidarsi di Rosario Rocca che era anche presidente del comitato dei sindaci, la continuità amministrativa tocca a Domenico Mantegna, già dirigente comunista e vice sindaco, che vince con 780 voti, contro i 664 dello sfidante Gianni Rocca, ex segretario PD del paese dei gessi.
A Bivongi, al caro Felice Valenti, venuto a mancare qualche mese fa, succede il fratello Vincenzo che stravince con 595 voti contro la lista guidata da Nicola Lombardo che raccoglie appena 101 preferenze. Tra le fila della nuova amministrazione ritorna al comune anche l’ex sindaco Ernesto Riggio. Entriamo ora nel regno eterno e immutato di Martone, dove Giorgio Imperitura riesce per l’ennesima volta a essere eletto sindaco con 169 voti contro i 158 dello sfidante Marco Ameduri. Continua a Monasterace l’esperienza di Cesare De Leo sindaco dai tempi della tv in bianco e nero che vince con 1133 voti contro gli 892 voti di Carlo Murdolo, giovane sfidante.
A Riace si è materializzata la tragedia annunciata, degna conclusione della lotta contro l’uomo che ha avuto solo la colpa di credere nell’utopia di poter costruire un futuro diverso per il proprio paese. Perde, infatti, la candidata a sindaco Maria Spanò e con lei Mimmo Lucano. La sua lista ha raccolto solo 320 voti, consentendo un solo ingresso in consiglio comunale, il suo. Perde anche Maurizio Cimino, al quale, con 321 voti, scatta anche il secondo consigliere, mentre vince a sorpresa con 462 voti Antonio Trifoli, vigile urbano e storico oppositore della politica di Lucano. Rimane inconcepibile per le persone normali comprendere la scelta di Lucano, che rinuncia a una sicura elezione alle europee con migliaia di voti, per uscire sconfitto come candidato al consiglio comunale di Riace. In questa scelta c’è tutta la semplicità dell’uomo Mimmo. Uno Zito torna invece a fare il sindaco a Roccella; infatti Vittorio, figlio di Ciccio e nipote di Siso, stravince con 2204 voti. Il suo maggiore competitor Gabriele Alvaro prende 1559 voti, mentre l’unica lista made in 5 stelle di tutta la Locride raccoglie a malapena 211 voti, il 5,3%. Solo una nota per Vittorio: non è stata eletta Carmen Ingrati di cui avevo scritto bene, spero che si riesca a farla rimanere attiva nel gruppo, altrimenti sarebbe un peccato. Discorso a parte per San Giovanni di Gerace dove è successo l’unico fatto brutto di questa tornata elettorale. Sono, infatti, apparse delle scritte ingiuriose nei confronti di Pino Vumbaca, ex sindaco, reo di aver voluto sottolineare l’errore di una seconda lista debole. A lui va il nostro abbraccio di solidarietà. A San Giovanni di Gerace vince, come previsto, il preside in pensione Giovanni Pittari con 174 voti, mentre la giovane Erika Nigro raccoglie solo 13 voti. Sicuramente la più importante sede di elezioni del territorio è stata quella di San Luca, senza sindaco dal 2011, diventata caso nazionale anche per la presenza tra i candidati di Klaus Davi. In merito alla discesa in Calabria del noto massmediologo, voglio aprire una parentesi, perché in questo anno ho avuto modo di conoscerlo e di frequentarlo. Anche lui come tutti è sceso in Calabria con un copione già scritto e forse anche con una idea di marketing personale, ma una volta che si è trovato vicino la gente e che ha conosciuto meglio i nostri luoghi, ha avuto il coraggio di capire che si sbagliava, ha iniziato a difendere San Luca e la Calabria capendo soprattutto che la nostra terra è bella e ancora più belli sono i calabresi. Bravo Klaus, da oggi nostro cittadino. La vittoria è andata naturalmente a Bruno Bartolo, esempio di persona per bene, che ha speso la vita per affermare le peculiarità del suo paese e che adesso potrà contribuire in maniera ancora più diretta per il suo riscatto. Alla stazione di Sant’Ilario il treno vincente è con 450 voti, quello di Giuseppe Monteleone, erede naturale dell’amministrazione Brizzi che tanto bene ha fatto in questi anni soprattutto dal punto di vista culturale; per Palmisani solo 369 preferenze. La sorpresa arriva, poi, da Stignano dove il presidente dell’Assemblea dei sindaci della Locride Franco Candia si sveglia sconfitto con soli 327 voti, mentre il vincitore è Giuseppe Trono che raccoglie 382 preferenze. Queste elezioni si chiudono con un dato certo: la prossima assemblea dei sindaci si trova di fronte a una nuova ripartenza, visto che i vertici sono stati azzerati da questo voto. Speriamo che proprio il dover ripartire da zero sia uno stimolo per pensare a una nuova primavera per la Locride.
In chiusura voglio fare gli auguri di buon lavoro a Saverio Zavettieri che è stato eletto sindaco, per la prima volta del suo paese, Bova marina. Saverio è politico vero, di quelli che fanno della visione e dell’analisi strumenti fondamentali di lavoro, conosce i problemi della gente, sa ascoltare e agire, sicuramente si dedicherà anima e corpo per riportare la democrazia nel suo comune.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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