Elezioni Politiche 2018: Voce ai candidati

Dom, 11/02/2018 - 12:00
Comincia questa settimana la nostra carrellata di candidati territoriali alle Elezioni Politiche 2018. Partiamo con cinque aspiranti senatori del Collegio plurinominale.

1. Qual è la vostra ricetta per fare ripartire in tempi brevi il nostro territorio?
2. Ha individuato un punto nel programma dei vostri avversari che trae in inganno gli elettori?
3. È sempre attuale il problema della distanza tra elettorato e politica. Come pensate di colmarla?

Alessandra Polimeno - Fratelli d’Italia
1. Nel nostro territorio affronteremo per primo il problema occupazionale, amplificato dalla crisi economica. Avvieremo un Piano pluriennale per dare al Sud le condizioni infrastrutturali, logistiche ed economiche necessarie alla crescita, creando incentivi per le aziende del nord che vogliono investire da noi. Zero tasse per le imprese che operano nelle zone disagiate, al 10% per i pensionati italiani che spostano la residenza a sud Italia e investimenti che puntano sulla valorizzazione delle tipicità territoriali. Grande importanza, poi, per il settore turistico e per il patrimonio storico culturale, che avrà grande importanza soprattutto nella Locride, che vogliamo rendere una sorta di Zona Economica Speciale che riscatti l’occasione persa con la ZES istituzionale di Gioia Tauro.
2. Il programma del Movimento 5 Stelle, ad esempio, assume contorni grotteschi, a cominciare dalla misura d’inclusione a favore di disoccupati, inoccupati, occupati sottopagati e pensionati, una misura di welfare che non incentiva la ricerca di un impiego, con effetti sul mercato del lavoro che diventano un’incognita enorme in un Paese in cui, non dimentichiamolo, la Costituzione chiama lo Stato a promuovere il diritto al lavoro e le condizioni che lo rendono effettivo.
3. Il divario va colmato facendo politica tra la gente. Una buona politica si fonda sull’esigenza di relazionarsi, portando in Parlamento la voce del territorio senza avere paura del confronto. Ecco perché oggi conta la qualità degli eletti.

Clotilde Minasi - Lega
1. Credo che ciò che si vuole applicare al Paese tramite il programma elettorale possa rappresentare una marcia in più anche per il nostro territorio. Un sistema fiscale meno oppressivo e oneroso, la rottamazione delle cartelle sotto i 200mila euro, il miglioramento delle infrastrutture: tutti incentivi significativi alle piccole imprese, di cui la Calabria è ricca, per riuscire a produrre in serenità e mettere in moto l’economia interna. A ciò va unita una battaglia da parte dei rappresentanti territoriali affinché quel che esiste venga valorizzato: il porto di Gioia Tauro o l’aeroporto di Reggio, ad esempio. Inoltre non possiamo lasciare andare le opportunità offerte dalla ZES, volano eccezionale per l’intera Calabria.
2. Trovo che il programma del centrodestra sia più concreto per quanto riguarda le proposte sottoposte all’elettorato. Rispetto al centrosinistra non conta la quantità delle idee ma la qualità e soprattutto la fattibilità della loro attuazione. Non sono d’accordo con il reddito di cittadinanza avanzato dal Movimento Cinque Stelle: il Paese non ha bisogno di assistenzialismo ma di iniziative che generino lavoro e opportunità, magari puntando sulle tante eccellenze per le quali siamo conosciuti in tutto il mondo.
3. Per quello che mi riguarda e per le esperienze passate posso garantire che il dialogo con il cittadino non è mai mancato né mancherà in caso di elezione. Credo che il modo migliore per azzerare questa distanza sia il confronto e il recepire le esigenze del Paese reale.

Maria Carmela Lanzetta - Partito Democratico
1. Sto già parlando con i Sindaci, le Associazioni e i Cittadini del nostro territorio per avere un quadro ancora più chiaro e completo di quello che ho avuto in qualità Sindaco e Ministro per gli Affari Regionali. Attraverso il Ministero, infatti, avevo intrapreso un percorso di salvaguardia e aiuto ai piccoli Comuni del Mezzogiorno, avviando un protocollo d’intesa con il Comune di Casal di Principe non appena vi si era insediato un Sindaco antimafia. Un protocollo che, coinvolgendo altri Ministeri, P.I., Cultura e Infrastrutture, avrebbe colmato e sanato i vuoti che si erano creati negli anni a causa delle continue crisi amministrative e infiltrazioni mafiose. È un modello che vorrei proporre al Parlamento per affrontare la questione scioglimento dei comuni, con lo scopo di prevenire le infiltrazioni mafiose. Sono fiduciosa che si potrà lavorare bene in Calabria e, nello specifico, nel nostro territorio, perché partiamo dalla base costruttiva dei governi Renzi e Gentiloni, che hanno visto l’export calabrese crescere più di quanto non sia avvenuto nelle altre regioni meridionali. Risultato raggiunto anche attraverso gli investimenti previsti nel Patto Calabria, nella Città Metropolitana e nel progetto di riqualificazione della ferrovia ionica attuato dal Ministro del Rio.
2. La flat tax e il reddito di cittadinanza, che rischiano di creare illusioni.
3. Può essere colmata facendo seguire alle promesse fatti concreti, realizzati con un’azione politica attuata come servizio e in trasparenza.

Giuseppe Auddino - Movimento 5 Stelle
1. Il nostro territorio va difeso in relazione alla qualità che è in grado di esprimere, troppo spesso mortificata dalla malagestione e dal malaffare. Abbiamo prodotti di grande qualità, danneggiati da trattati europei che devono essere ridiscussi, perché danno la precedenza alle materie prime estere. Vogliamo difendere il territorio pensando alle sue vocazioni, difendendo la costa e le fiumare dalla cattiva gestione dei depuratori, attuando una politica che non trami nell’ombra ma si confronti con i cittadini. Dobbiamo portare avanti le politiche del territorio pensando alla sua tutela attraverso politiche già intraprese dai 5 Stelle e da trattare nelle sedi regionali, cercando di conseguire il bene dell’ambiente istituendo un registro tumori… Esempi di politica nuova che ci faranno andare lontano.
2. Lo individuo nel populismo del quale siamo accusati noi. Le coalizioni di destra e sinistra fanno promesse che dimenticano di non aver mantenuto quando sono state al governo in passato. Penso all’abolizione del bollo auto di Berlusconi o del Canone Rai di Renzi. Come possiamo continuare a fidarci di chi ha governato male e oggi vuole cancellare tutto?
3. Sento che l’abbiamo già colmata. Nel 2009 dicevano che eravamo illusi, ma oggi è chiaro a tutti quali sono le nostre ambizioni, in che modo vogliamo cambiare il Paese. Questo perché abbiamo fatto politica in mezzo alla gente e non attraverso i salotti televisivi, per i quali siamo evidentemente scomodi, considerato che non ci chiamano mai.

Claudio Belcastro - Italia agli italiani
1. È imperativo valorizzare innanzitutto la vocazione turistica della nostra terra, ma non con la creazione di ecomostri come avvenuto in passato o come accade ancora oggi, bensì incentivando un tipo di turismo che non sia invasivo dei luoghi, siano essi a vocazione agricola, marina o montana. Per fare questo è necessario favorire la realizzazione di strutture ecosostenibili e avviare un progetto serio di ripopolazione dei borghi antichi attraverso la valorizzazione delle strutture e l’istituzione di alberghi diffusi che possano finalmente incentivare la riapertura dei laboratori artigianali tipici della nostra terra e tutte le attività commerciali limitrofe necessarie al loro buon funzionamento, instaurando, per incentivare l’avvio di tali attività, un regime fiscale privilegiato perduti gli imprenditori interessati al progetto.
2. Non mi voglio soffermare sulle fantasie degli altri. Penso che i cittadini abbiano già avuto modo di vedere quali siano state le loro promesse elettorali e quale sia stato il valore dei loro programmi all’esito dei periodi in cui hanno governato.
3. Colmare la distanza tra i cittadini e la politica è estremamente semplice, basta fare ciò che noi missini abbiamo sempre fatto: la politica tra la gente e per la gente, ascoltando ciò che i semplici cittadini hanno da dire e proporre, guardandoli negli occhi e non attraverso il mondo artefatto dei social network o, peggio, di piattaforme create solo per veicolare le problematiche più gradite sulla base dei sondaggi.

Autore: 
Jacopo Giuca
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