Fake news, cyberbullismo e pubblicità aggressiva: il bilancio del Co.Re.Com.

Dom, 24/06/2018 - 18:00

Allo scadere del primo semestre 2018 abbiamo discusso con il presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Calabria, Pino Rotta, per una valutazione dei risultati e in particolare delle attività riguardanti il campo della Web Education e della Web Reputation.
Qual è lo stato di salute dell'informazione in Calabria? Ci sono nuovi player che si affacciano sul mercato o si tratta di un mercato fermo?
La salute dell’informazione in Calabria sembra buona. C’è una presenza costante di testate sia televisive che cartacee – abbiamo un nuovo quotidiano quest’anno - ma soprattutto testate online. Queste ultime sono meritevoli di un approfondimento perché è del tutto evidente che sono punti di riferimento importanti per i calabresi.
Fake news e hate speech. Che poteri ha il Co.Re.Com. nei confronti della rete e delle sue derive?
Quando si parla di fake news o linguaggi d’odio bisogna tenere in considerazione che si tratta di fenomeni che si manifestano soprattutto sui social network e sulle testate online e che stanno alla base di un inasprimento dei comportamenti sociali: attraverso distorsioni dell’informazione si mira a procurare delle reazioni emotive che sfociano nell’odio razziale, nell’omofobia. Ciò è possibile poiché c’è un’incapacità a distinguere la fonte dell’informazione. Ci sono siti che clonano in maniera ridicola note testate, ad esempio Il Corriere della Pera. Su questo il Co.Re.Com. sta lavorando moltissimo con attività volte a rendere consapevoli i destinatari di un uso corretto del web, dei social network e delle possibili distorsioni che possono scaturire in caso contrario. Da quest’anno abbiamo una delega alla Web Reputation e alla Web Education. Stiamo portando avanti delle iniziative gestite dai componenti del comitato ma abbiamo anche accolto delle proposte progettuali di associazioni che hanno delle competenze specifiche; continueremo ad avere grande attenzione per questi fenomeni dal momento che il nostro obiettivo è quello di tutelare la persona e in particolar modo i minori che hanno una maggiore tendenza alla suggestione.
Per quanto riguarda, invece, cyberbullismo e molestie su internet, come può intervenire il Co.Re.Com.?
Il cyberbullismo è una delle attività che hanno caratterizzato non soltanto il Co.Re.Com. Calabria ma l’intera organizzazione dell’Agcom e tutti i Co.Re.Com. nazionali negli ultimi 4-5 anni. Abbiamo accompagnato l’approvazione della legge 71, la legge contro il cyberbullismo, di cui prima firmataria è l’ex senatrice Elena Ferrara. Abbiamo messo in campo una serie di iniziative di Web Education per sensibilizzare i ragazzi delle scuole nei confronti di questo fenomeno. L’ultima iniziativa che abbiamo contribuito a realizzare è quella conclusasi il 5 giugno al PalaValentia di Vibo organizzata dal Tribunale dei Minori della Calabria, a cui hanno partecipato oltre 1800 studenti calabresi. Abbiamo contribuito finanziando la giornata conclusiva del progetto ed è stata una grande soddisfazione vedere l’entusiasmo con cui i ragazzi vi hanno partecipato. Tutte le volte che ci rechiamo nelle scuole, il cyberbullismo è l’argomento che più ci viene chiesto di affrontare. I meccanismi di base rimangono quelli del bullismo della vita reale trasposti nella realtà virtuale: una persona viene presa di mira da uno o più individui per le sue fattezze fisiche o per le sue opinioni o i suoi orientamenti sessuali o religiosi. Ad aggravare la situazione, si aggiunge un dato: il web moltiplica in maniera vistosa il pubblico che assiste a questo triste spettacolo, rischiando di attivare dei processi di emulazione.
Uno dei compiti del Co.Re.Com. è quello di risolvere le controversie con gli operatori di telemarketing (compagnie telefoniche, elettriche, del gas, della pay tv). Un bilancio dell’attività svolta?
L’attività di risoluzione delle controversia tra l’utenza e gli operatori delle telecomunicazione che possono essere telefoniche o televisive è la nostra principale attività in termini di impegno lavorativo. In Calabria, nonostante la cattiva fama della regione, siamo una delle eccellenze in Italia, lo dico ringraziando sia i comitati che ci hanno preceduto ma soprattutto gli operatori che riescono a gestire l’attività anche in videoconferenza. Lo scorso anno sono state istruite 5700 richieste di risoluzione di controversie: il 73% sono andate a buon fine e pertanto sono stati restituiti i soldi agli utenti (il valore complessivo delle controversie si aggirava attorno agli 860 mila euro).
Inoltre, dobbiamo ricordare che il Co.Re.Com. Calabria, tra i primi d’Italia, ha un sistema di monitoraggio delle televisioni locali, inclusa la Rai regionale, che riesce a registrare 24 ore su 24 tutte le trasmissioni di informazione e i talk show nell’ambito della tutela dell’utenza. Operazione che facciamo grazie a un sistema di software creato dal nostro personale dalle altissime capacità professionali. Il Co.Re.Com. Calabria può contare su sedi decentrate su tutto il territorio regionale. Un cittadino che abita lontano dalla sede centrale di Reggio Calabria, adesso può recarsi in una delle 10 postazioni collocate nei comuni o nelle sedi delle ex province. Dal prossimo mese di luglio ammoderneremo ulteriormente questo sistema, gli enti diventeranno una specie di URP del cittadino che non ha dimestichezza con il mezzo telematico. È impensabile che per la risoluzione di una controversia del valore di 200-300 euro si debbano fare i chilometri. Più postazioni offrono un aiuto concreto a tutti gli utenti. Non tutte le regioni hanno questo servizio e in molti stanno studiando il nostro modello. Siamo un esempio da esportare.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
Rubrica: 

Notizie correlate