Fatturazione elettronica: la rivoluzione che spaventa porterà vantaggi

Lun, 14/01/2019 - 11:40

Con la fatturazione elettronica, introdotta a partire dal 1º gennaio 2019, è stata avviata quella che non esiterei a definire una vera e propria rivoluzione copernicana. Proprio in virtù del suo carattere rivoluzionario, tuttavia, la nuova metodologia di fatturazione sta mettendo a dura prova i titolari di partita IVA. Il meccanismo, infatti, ha bisogno ancora di molto rodaggio ma, al netto delle polemiche, l’ Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Locri è certo che sarà presto visibile il risvolto positivo di questa riforma, costituito anzitutto dal beneficio di carattere fiscale garantito dal sistema di tracciabilità elettronica delle operazioni di acquisto e di vendita, che garantirà la riduzione dei termini di accertamento da cinque a tre anni grazie all’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili.
Certo, al momento ci sono ancora molti disagi legati soprattutto alla comprensione del meccanismo che, di primo acchito, può risultare piuttosto farraginoso: la creazione e la trasmissione di un documento in formato elettronico e, dunque, in linguaggio .xml, e la contabilizzazione automatica attraverso un sistema di interscambio gestito direttamente dall’amministrazione finanziaria, richiedono per i professionisti una preparazione informatica che ha fatto giustamente temere a più di un titolare di partita IVA che questo sistema possa incidere negativamente sugli affari della propria attività professionale.
A discapito di chi vedeva questa riforma come uno spauracchio, tuttavia, una volta entrato a regime, questo sistema potrà integrarsi alle nostra attività professionali e rivelarsi un chiaro vantaggio per tutti.
Capisco i timori di chi ritiene che, nel nuovo sistema di fatturazione, si nasconda anche una criticità relativa al trattamento dei dati personali. Il sistema che obbliga noi professionisti a inviare all’amministrazione finanziaria le fatture elettroniche attraverso software gestiti da soggetti privati, rischia infatti di mettere a disposizione delle cosiddette “software house” i nostri dati personali, un problema del quale sarà certamente necessario discutere con chi di competenza, al fine di migliorare un sistema oggi ancora acerbo e garantire così a tutti gli imprenditori del nostro Paese la tutela di un diritto sancito dalla Costituzione.
L’obiettivo della rivoluzione fiscale, tuttavia, non è certo quello di diventare una sorta di “Grande Fratello” delle imprese italiane, bensì evitare le false fatturazioni, combattere l’evasione fiscale ed evitare di sottrarre credito al fisco, scopi che, ne sono certo, saranno raggiunti già in questi primi mesi di applicazione del sistema e che ci permetteranno di comprendere, dopo questa fase preliminare, se il meccanismo sia veramente affidabile e quali correttivi eventualmente apportare per poterlo migliorare. Una volta entrato a regime, infatti, il sistema di fatturazione elettronica garantirà all’Amministrazione finanziaria di svolgere un’attività di controllo “concomitante”: i dati di informazione sia per gli acquisti sia per le vendite saranno letti e controllati in tempo reale, rendendo così obsoleto il sistema di controllo a posteriori in auge fino alla fine dello scorso anno e dando maggiori garanzie e tutele sia ai venditori sia agli acquirenti.

Ettore Lacopo,
Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Locri

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