Ferragosto a San Luca: lasciamo che il polpo cucini nel suo brodo

Dom, 12/08/2018 - 17:00

Quando la mediocrità viene eletta a sistema i problemi si affrontano con le “boutades”. Chi sono i maestri della boutade? I bulli delle periferie degradate!
La società civile, o almeno qualche scampolo ancora in commercio, ha un modo per difendersi? Sì! La resistenza. Data la cattiva fama dei calabresi che delinquono per il 23%, a detta di qualche agenzia titolata, ci si aspetterebbe una resistenza manu militari. Abbiamo un’arma ancora più potente ed efficace, quella dei giusti, che è la disobbedienza a mani nude e a cuore aperto che ci hanno insegnato il mahatma Gandhi: Posso immaginare un uomo armato fino ai denti che sia, in cuor suo, un codardo. La non violenza è un’arma per il valoroso. Oppure quello che ci ha lasciato il nero Martin Luther King nella lettera dal carcere di Birmingham: L’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque. Dicono che a San Luca è la capra bollita che col suo alto contenuto di valori devianti alimenta la “ddrittizza” e allora smentiamo questa convinzione passando al polpo bollito, che come si sa non ha effetti collaterali. Illustri chef stelllati, non pentastellati, sostengono che il polpo deve cuocere nel suo brodo, quale migliore occasione per inaugurare questa ricetta a ferragosto? Ogni nuovo arrivato desidera passare alla storia utilizzando la cattiva fama di San Luca. Solo un anno è trascorso dalla liberazione di Polsi da parte dello Stato con le dichiarazioni in loco di Minniti, ormai famoso per aver pagato i libici per trattenere e torturare i migranti pur di abbassare le percentuali degli sbarchi. Polsi da quel giorno non è più il santuario della ‘ndranghita. Oggi il novello governo punta più in alto col verde ministro dell’interno espugnerà la capitale della ‘ndranghita. E quando lo farà? A ferragosto giorno simbolo della gita fuori porta!
Non è giusto guastare la festa a un così alto rappresentante del governo del cambiamento e i cittadini di San Luca, ormai votati al sacrificio e che hanno rinunciato al governo della città a favore dell’amministrazione diretta del braccio periferico dello stato, facciano uno sforzo di fantasia a vadano tutti, nessuno escluso, a mangiare la capra bollita in montagna, lontano dall’immagine dello scorpione, lasciando che il polpo si cucini da solo nel suo brodo in paese. A fine cottura ne avrà di materiale per twitter e facebook, gli strumenti che tanto ama per megafonare le sue boutades. Nessuno resti in paese a farsi selfie col ministro neppure Klaus Davi, il sindaco per gioco.

Autore: 
Arturo Rocca
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