Forza Italia ci mancherà?

Lun, 03/12/2018 - 12:00
Politica

In Forza Italia stanno con gli occhi aperti: può arrivare presto il momento nel quale Berlusconi si ritirerà per davvero (è più probabile, però, che lo faccia… se non glielo chiedono gli altri partiti). Può arrivare, perché non vuole sopra la testa uno naïf come Salvini, rimetterci altri soldi per il partito, inchiodare le sue aziende a nuovi conflitti politici… In un partito dove non esistono gerarchie sotto le ginocchia del Capo (sono state sempre provvisorie e virtuali, eccezion fatta per Verdini e per il primo Scajola), né Tajani, né la Carfagna, né altri riusciranno a tenere insieme i cocci, più probabile che ognuno tenti di “incollarsi” da qualche parte. Nelle regioni, Forza Italia avrà ancora un buon respiro, in coalizione nel centrodestra. In alcune ha vinto da poco, in altre lo farà prossimamente. Ma a livello nazionale, se una percentuale dei consensi di Forza Italia, come sempre abbiamo saputo, è legata al brand Berlusconi, sottraiamola dall'8%, com'è oggi FI nei sondaggi e si comprende bene che… Non che questo escluda una botta di … “onnipotenza” delle sue, che Berlusconi, insomma, riesca a “ingaggiare” un gruppo di “Responsabili” (i parlamentari per caso, quelli in uscita dal Partito Democratico, i centristi del gruppo Misto) qualora il Caroccio non riuscisse più a sopportare ancora la convivenza con il Movimento 5 Stelle. Ma sarebbe un altro sprazzo di una storia ormai conclusa. Rimane concreto il terreno dell'economia, specie delle regioni del nord, e l'interlocuzione con i Governatori: nessuno ha l'ansia di sprecare i risultati e le occasioni. Né la Lega, né Berlusconi, né i capetti locali. Questi di Forza Italia delle regioni si daranno degli assetti senza dover aspettare le decisioni benedette in prima e in ultima analisi da Arcore. Niente fiduciari, nelle regioni, perciò, ma si dovranno accreditare dirigenti politici portatori di consensi. La selezione della classe dirigente sta avvenendo in maniera coerente con il segno di questo partito: Jole Santelli viene eletta in un collegio che non è quello suo, il cosentino, le candidature di Cannizzaro e Siclari nessuno le aveva pronosticate… Cambieranno gli scenari, ognuno dovrà guadagnarsi lo spazio. La stagione berlusconiana si era dedicata alle relazioni internazionali, al lavoro d'impresa e alle politiche liberiste, all'equilibrio dei poteri dello Stato. Si è imbattuta in Presidenti della Repubblica che hanno lavorato per delegittimare, anche in politica estera, in rivoluzioni fiscali mai realizzate (e non solo per colpa propria), in scontri con i Magistrati, che si potevano evitare, da un lato e dall'altro. Forza Italia ci mancherà, Berlusconi non ha mai insultato la Calabria, come ha fatto a lungo la Lega; tutt'al più, nei suoi anni di governo, l'ha considerata marginale. Ma lì dipendeva dai suoi deputati farsi sentire.

Autore: 
Federico Lago
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