Francesca Bellocco non è vittima di lupara bianca

Dom, 19/04/2015 - 11:06
Il caso

"Un fatto di una gravità inaudita che dimostra come il tessuto della 'ndrangheta sia al di fuori di qualsiasi sentimento umano da arrivare a un'eliminazione contro natura come questa". Così il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho commenta il "matricidio" che in una calda notte d'agosto ha gelato l'estate di Rosarno. Francesco Barone, 21 anni, uccide la madre per vendicare la relazione extraconiugale con Domenico Cacciola, boss della cosca rivale. Lo ha fatto "in ossequio alle arcaiche regole della 'ndrangheta" o "in nome del codice della 'ndrangheta" - hanno commentato i più. Questo perchè "le regole della 'ndrangheta hanno la meglio sui legami di sangue" - ha scritto qualcun altro. Morire con disonore e senza pietà è il trattamento che la 'ndrangheta riserva ai traditori. Peccherò di presunzione ma non sono del tutto convinta che Francesca Bellocco sia esclusivamente vittima di lupara bianca. L'ira di Francesco Barone non è solo l'ira del figlio del boss: nell'ira di Francesco c'è tanta ira del Figlio. Quell'ira che tanto somiglia a una pennellata rossa improvvisa e audace che guasta e interrompe una modulazione di Cèzanne. Francesco Barone quella notte tra il 17 e il 18 agosto si è sentito un figlio tradito. La madre ha tradito-abbandonato lui e ha tradito il padre che non può vedere perchè è a Padenghe sul Garda, nel bresciano, a scontare la misura della sorveglianza speciale. Per tutti, non solo per i figli dei boss, la madre è il ventre in cui siamo cresciuti prima di crescere nel mondo. E una volta nati continueremo a considerare la madre come colei che nutre e sostiene i nostri passi, fino alla fine. La madre è l'asse più stabile per la nostra sfera emotiva e affettiva. 

Rimarrà sempre una sorta di contenitore che non solo protegge ma a cui è demandata, in larga parte, la trasmissione della nostra immagine all'esterno. Francesca Bellocco, colta in flagrante a letto con un uomo che non è il padre, cessa di essere per il figlio un "contenitore" che lo rappresenta. Non lo rappresenta perché le regole di 'ndrangheta che gli sono state trasmesse non glielo consentono, ma non lo rappresenta perché nessun figlio perdonerebbe mai una madre dopo averla trovata a letto con un uomo che non è quello con cui è stato generato. Il matricidio messo in atto da Francesco Barone è fortemente legato al senso d'identità ovvero al suo disconoscimento. Uccidendo la madre Francesco non ha agito solo in nome del codice di 'ndrangheta ma ha agito, innanzitutto, in nome del figlio che si riappropria di un'identità negata.
Tra l'altro la madre intratteneva rapporti clandestini con Domenico Cacciola da tempo. I due amanti erano stati già scoperti e le famiglie si erano messe in mezzo per scongiurare il rischio di una vera e propria guerra di mafia. Francesco, perciò, ha covato a lungo una rabbia e un'aggressività che è esplosa non appena c'è stata quella classica "goccia che fa traboccare il vaso" che arma l'irrazionalità. 
L'ira di Francesco si sarà scatenata come un fiume infuriatissimo che staffilava e si sbriciolava contro i pilastri. Gli occhi di Francesca Bellocco che chiedevano "Pirdunatimi" non saranno stati così diversi dagli occhi di una madre che sa di aver abbandonato il figlio e di averne tradito il padre e cerca di parare quel fuoco freddo che in quel momento le cade addosso da tutte le parti. Il pianto di Francesca era lì disponibile. Ma inutile. 
I suoi occhi supplicanti ma freddi come perle vive. A pensare a una scena così cruda si avverte una sensazione di lacerazione, di bruciore del cranio, del cuoio capelluto. Ma non è una scena che, a mio modestissimo parere, può essere messa in atto solo se si è parte di un clan di 'ndrangheta. 
Il figlio del boss, cresciuto nella violenza, abituato alla violenza e a risolvere ogni questione semplicemente premendo un grilletto, ha chiamato tre sicari per uccidere la madre. Per un figlio qualunque la madre che abbandona e tradisce è comunque considerata morta.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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