Francesco Modafferi: un grande uomo, un grande politico

Sab, 11/04/2015 - 12:44

In occasione della ricorrenza del VI anniversario della morte del professore Francesco Modafferi si è svolta a Gioiosa Ionica, nella splendida “sala degli specchi” di Palazzo Amaduri, una celebrazione in suo onore rivolta, a ricordo del suo egregio lavoro in qualità di sindaco del paese e alla donazione dei libri da lui scritti e gelosamente custoditi. Da martedì 7 aprile, infatti, saranno disponibili presso la biblioteca comunale del suddetto Palazzo.
Ma partiamo dall'inizio: Chi era Francesco Modafferi detto simpaticamente “Ciccio” e cosa ha fatto per Gioiosa? Egli era un padre di famiglia, come tanti, insegnante di professione assegnato alla scuola elementare di Bombaconi, frazione di Grotteria; fervido comunista e con principi ben solidi, nel 1975 si candida per la carica di sindaco di Gioiosa Ionica vincendo le elezioni comunali. L' onestà, i valori, la caparbietà annessa alla civiltà sono state le caratteristiche peculiari che lo hanno contraddistinto, come uomo, come padre, come politico. La situazione del paese in cui esercitava le sue funzioni politiche non era certamente idilliaca a quel tempo, ma lui non ebbe alcun timore né la minima esitazione a schierarsi dalla parte dei deboli, dalla parte della giustizia. Sandro, il terzo genito, lo ricorda così: «l suoi libri li dedicava sempre agli oppressi». Quasi, io credo, come volesse dire “io ci sono, non siete da soli”. La vicenda del mugnaio di Gioiosa Ionica, ucciso per il “no alla mazzetta e le denunce contro il clan degli Ursini”. Una storia che incrocia le grandi battaglie contro la 'ndrangheta degli anni '70. Era il 27 dicembre 1975, quando sotto la sua guida, Gioiosa scende in piazza senza veli per protestare contro la criminalità organizzata, con lo sciopero cittadino, il primo in Italia. O ancora, quando con voto unanime, il 24 gennaio del 1978 deliberò di costituirsi parte civile nel processo contro i presunti esecutori del delitto Gatto, divenendo il primo Comune nella storia a ribellarsi contro le cosche. Francesco Modafferi fu il protagonista di questa protesta, insieme al Capitano dei Carabinieri Gennaro Niglio e il prete del dissenso, Natale Bianchi. Una vera e propria lotta contro la mafia, in tanti al suo posto forse si sarebbero dimessi, ma lui ha continuato a lottare sino a che ha potuto, sino alla fine, mettendo a repentaglio la sua stessa vita e quella dei suoi cari. La moglie e madre esemplare, colonna portante della sua famiglia, sempre al suo fianco, dedita al suo lavoro, anche lei insegnante ma soprattutto sempre pronta ad affiancare il marito e sostenerlo, con coraggio e determinazione nelle situazioni più dure che gli si sono poste innanzi, dandogli così conferma che ciò in cui credeva e per il quale era disposto a rischiare era vero. Una donna, raffinata e distinta, questo è il mio ricordo di lei: sempre gentile e affettuosa, il cui ruolo è stato fondamentale nella vita di Modafferi. Ciò che rimane a noi oggi non sono soltanto i suoi libri, importanti e interessanti per la tutta la comunità gioiosana perché contengono un pezzo di storia del nostro paese, ma, cosa che conta veramente, l'esempio tangibile che lui ha voluto darci, i valori e principi che ci ha trasmesso, il coraggio che ogni giorno ci spinge a urlare sempre più forte le parole libertà e rispetto. Grazie professore per la sua cura e l'affetto verso Gioiosa Ionica; grazie perché ci ha insegnato che in ogni cosa, nella vita, bisogna prima crederci e poi combattere, costantemente, fino alla fine.
 

Autore: 
Katia Candido
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