Gli studenti di Gioiosa Superiore non hanno terminato di lottare per il proprio liceo

Mar, 10/02/2015 - 16:57

Dopo l'approvazione dei progetti da parte del genio civile affinché partissero i lavori per l'edificazione di una nuova sede per il liceo di Gioiosa Superiore, per il quale gli studenti a novembre avevano svolto una serie di lezioni all'aperto guidati dalla preside Russo, sembrava che la solzuione di questa triste vicenda fosse ormai prossima, eppure, un comunicato delle rappresentanze studentesche dimostra che le cose potrebbero essere assai più complicate. Riportiamo il documento diffuso dagli studenti del Liceo scientifico di Gioiosa Ionica elaborato in seguito alle determinazioni assunte nel corso dell’assemblea di istituto del 7 febbraio 2015.

Agli organi di stampa per la massima diffusione.

Abbiamo appreso con grande soddisfazione l’esito favorevole espresso dai dirigenti e dai tecnici del Genio civile in merito alla costruzione del Nuovo Liceo scientifico. Un gran passo, certo. Ma non abbiamo dimenticato i rilievi di dissenso (inoltrati anche in forma anonima) in merito alle nostre “lezioni all’aperto” che invece di essere considerate legittime manifestazioni tese a rivendicare diritti negati, venivano catalogate come “passerelle inutili” nelle quali noi studenti assumevamo il ruolo di “strumenti in mano ad abili fabbri”. Ma tanto è. Non aggiungiamo altro. Così come non intendiamo accodarci alla già folta schiera di chi si preoccupa di iscrivere il proprio nome tra i “meritevoli” per questa conquista. Per noi, questa occasione è stata “educativa” e ci è servita per capire tante cose. Compreso il fatto che non sempre la verità è “quella che si vede” o “quella che si dice”. Noi abbiamo visto che le promesse dei tecnici e dei dirigenti del Genio civile sono state mantenute. Abbiamo visto l’impegno della nostra dirigente Russo che ancora oggi è accanto a noi e se abbiamo potuto esprimerci, è stato anche grazie a lei. Per il resto, sappiamo che occorre tenere duro e tenere il passo. Non abbasseremo la guardia. Perché altri passi devono compiersi e noi pretenderemo che tutte le promesse siano mantenute. Abbiamo anche appreso, ma stavolta con molto rammarico, il nuovo “piano di razionalizzazione” in merito ai nuovi accorpamenti degli istituti, firmato dalla Provincia. E bravi, i nostri politici… hanno fatto i conti… Cento di qua, quattro di là.. con il resto di due e riporto tre. Noi siamo “Centocinquanta, aggiunti a trecento, ci servono altri cento…” Come il taccagno Pantalone nel teatro di Goldoni. Peccato che noi non siamo ceci e fagioli. Attenti: da due anni eravamo stati associati al liceo di Roccella. Perché “liceo e liceo devono agire insieme” e perché “il territorio deve aprirsi alla sinegica collaborazione con le realtà circostanti” e perché “gli studenti devono interagire senza il limite dell’appartenenza territoriale” e perché “l’intesa che passa sull’asse della cultura, deve prescindere da ogni altro parametro di valutazione…”. Parole, parole, parole… Noi a quelle parole, ci abbiamo creduto. E non ce ne pentiamo! In una comunità civile che funziona, la diffidenza non aiuta. Noi, in questa scuola “insufficiente per numeri”, abbiamo imparato il senso vero della Politica, quella vera. Quella che sa “pensare” la tutela del bene comune e che sa promuovere le potenzialità. Non quella che si serve di numeri e ritorna nei limiti di una territorialità che non tiene conto che una scuola non funziona come una agenzia di trasporti. Che associare scuole non è regolato dal sistema delle scommesse e che non è come scegliere il formaggio da abbinare, per gusto, alla marmellata di cipolle di Tropea. C’è anche da dire che questa idea di associarci all’ITT di Gioiosa Marina non è neppure una strada non battuta. Ci siamo stati, in precedenza. Le valutazioni sulla opportunità possono dunque essere condotte su esperienze, non su supposizioni. Ora, si tratta di capire il da farsi. La nostra determinazione è di certo quella di non stare zitti di fronte a questo scempio. E questo solo perché non intendiamo subire passivamente qualcosa che ci è stato imposto senza neppure venire a vedere le realtà, sentire la nostra voce. Le decisioni si prendono nel caldo dei rossi salotti delle sedi istituzionali, tra un via vai di telefonate, di accordi, di spartizioni. Siamo pure convinti che non serve altro: se qualcuno potesse capire il senso delle nostre argomentazioni, queste scelte non sarebbero state compiute. La verità è che queste scelte sono lontane dalla vera politica. E NOI VOGLIAMO DIRVELO! INTENDIAMO PERALTRO PRECISARE QUANTO A NOI, INVECE, SIA CHIARO IL SENSO VERO E UTILE CHE DOVREBBE ASSUMERE LA POLITICA, VERSO CUI NOI NON AVREMO DIFFIDENZA. QUELLO CHE CI È ALTRETTANTO CHIARO, PERÒ, E’LA DISTANZA DEL VOSTRO OPERATO DA QUELL’ALTO CONCETTO. PERCHÉ VOI NON SIETE POLITICI. E NOI VE LO VOGLIAMO NOTIFICARE!

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