Holden e Alex. Insieme hanno trasformato un pilone della Jonio-Tirreno in un’opera d’arte

Ven, 05/07/2013 - 19:54
Lui ama le donne, il vino e l’arte. È una forza della natura. Lei più pacata ma altrettanto libera e vivace.

Holden Materazzo e Alex Ferm, un volo intercontinentale e il Musaba. Due artisti americani che decidono di attraversare l’Oceano per dipingere un murales nel parco di Nik Spatari e Hiske. L’amore per l’arte e per la nostra terra li ha portati a creare un’opera a Mammola e ad innamorarsi della luce del centro della Locride.
Due trentenni (lui di New York, lei di Columbus) e un pilone della Jonio-Tirreno trasformato in tela e animato da decine colori vivacissimi.  Il murales che hanno scelto di realizzare raffigura il Diogene di Sinope che con la sua lampada osserva due donne appollaiate sulla sua botte. Ai lati del pilone due uomini eccitati dalla visione delle donne.
Ma come saranno finiti questi artisti americani al Musaba? Come spesso accade il passaparola riesce a realizzare dei miracoli e per fortuna crea delle occasioni come questa. Un’amica calabrese parla ad Holden del Parco museale di Mammola, lui visita il sito e resta affascinato dai lavori di Nik. Scrive ad Hiske. Un semplice gesto. Una e-mail  che crea un ponte tra la Calabria e l’America. Alex a sua volta viene coinvolta in questo progetto un po’ folle da Holden. Hanno studiato insieme all’Art Insitute di Chicago ed è stato lì che sono diventati amici ed hanno iniziato a collaborare.
Sono entrambi solari, sorridenti e si capiscono al volo. Tra loro il feeling è tangibile e, come ci confessano, Holden è la mente, è lui che di solito riesce ad avere un’idea di base da cui partire. Alex poi lavora in piena libertà sull’abbozzo di progetto che lui le fornisce. Ma senza regole. Hanno un’energia particolare e riescono con il loro carisma e la loro spontaneità a rendere divertente anche un piccolo borgo di periferia.
Come è successo a Riace. È stato lì che li ho incontrati per la prima volta, seduti in un bar tra sigarette, whisky, colori e disegni. Cantavano, ridevano e trasmettevano un senso di allegria e di positività. Quell’angolo del borgo era più vivo che mai grazie a loro.
Della Calabria, della sua luce e del suo caos controllato si sono innamorati. E sono rimasti affascinati anche da Nik e dalla caparbietà con cui lui e  Hiske lavorano. Alex in particolare ammira come il Gigante di Mammola affronta le tante paure che si attraversano prima di iniziare un’opera.
Alex è più pacata di Holden, è la più silenziosa tra loro, soprattutto quando parliamo delle loro creazioni. Come ci spiega non è facile parlare delle proprie opere perché lei si esprime dipingendo. Lo fa da quando a nove anni la nonna le ha fatto dipingere una natura morta. Holden è invece una forza irrefrenabile e dice di essersi appassionato alla pittura quando si è accorto che se faceva bei quadri riusciva a conquistare le donne. Lui ama le donne e il vino. E poi le pietre e le donne. La luce, le donne. E ancora le donne e il vino. E il vino.
Ma anche il Tempio di Apollo a Monasterace è tra entrato nella sua rosa di amori. Holden e Alex hanno amato infatti il fatto di poter camminare senza restrizioni tra le rovine dell’anica Kaulon. “È un privilegio enorme e il posto è di una bellezza senza tempo”, come ci dicono. Ma allo stesso tempo sono rimasti perplessi dalla scarsa cura riservata ad un patrimonio del genere che meriterebbe molta più attenzione. E il fatto che ad un paio di metri abbiano visto un cumulo di rifiuti e pezzi di una lavatrice li ha sconcertati. Anche questo fa parte delle contraddizioni calabresi.
Ed infine ad attrarre la loro attenzione ci ha pensato Francesco Misuraca con le sue sculture. Il giovane artista di Roccella ha colpito molto Holden che crede sia uno dei migliori giovani talenti che abbia conosciuto e che meriterebbe più attenzione dal nostro mondo dell’arte.
Anche lui fa parte del loro quaderno di viaggio, un album che hanno creato e su cui le persone che hanno incontrato hanno lasciato un ricordo, un disegno o una poesia.

Autore: 
Eleonora Aragona

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