I 4 paladini della Legalità e la caduta di Pietro Sgarlato

Dom, 09/12/2018 - 11:20

Ci sono notizie che più di altre richiamano l’attenzione di un lettore medio, su queste notizie si concentra molto del nostro lavoro. Spiegare a chi legge un fatto è in fondo il nostro mestiere, creare curiosità e interesse dovrebbe essere insito nella notizia stessa. Così mi piace alle volte spogliare le notizie per cercare di capire dove si trova l’interesse del lettore.
Alla fine di novembre leggo un comunicato stampa che stranamente viene pubblicato solo su alcuni siti online (noi non l’abbiamo ricevuto), in cui scrivono i 4 deputati calabresi di Forza Italia, in ordine Francesco Cannizzaro, Jole Santelli, Maria Tripodi e Roberto Occhiuto. Cosa scrivono? Riporto il testo quasi integralmente per cercare di capire insieme a voi cosa avranno voluto comunicare. “L’atto di sindacato ispettivo sullo scioglimento del comune di Siderno, in provincia di Reggio Calabria, è una legittima iniziativa parlamentare della collega Renata Polverini, ma non rappresenta una presa di posizione del gruppo Forza Italia Camera in merito alla vicenda dell’amministrazione della cittadina calabrese”. Questa la prima parte del comunicato, su cui mi soffermo. Allora, è una legittima iniziativa parlamentare… ma non rappresenta una presa di posizione del gruppo Forza Italia. In questa frase gli scriventi volevano dire forse che l’iniziativa della Polverini non andava presentata da Forza Italia perché loro, che rappresentano Forza Italia, non sono stati informati. Non si capisce bene il senso, ma pare che ve ne sia uno scritto e uno da intendere. Quello scritto dice che sfiduciano la Polverini perché solo loro si possono occupare delle cose calabresi, quello da intendere potrebbe dire che la stessa parlamentare ha fatto un’interrogazione su una questione che loro non volevano fosse sollevata dal partito di Berlusconi. Continuando, poi, confermano il sostegno al consigliere Pietro Sgarlato. Qui il mistero si fa più fitto. Il sostegno si usa dare di solito a persone che hanno subito un torto, o meglio, secondo la Treccani, il sostegno è un elemento o struttura che serve a sostenere, a sorreggere, quindi forse Sgarlato è caduto e non ce ne siamo accorti? Alla fine, dopo aver cercato di trovare una spiegazione, senza però trovarla, penso che quello che volevano scrivere i nostri eroici deputati sia: “La Polverini poteva fare l’interrogazione in merito allo scioglimento del comune di Siderno, visti anche i gravi errori del Prefetto riportati nella stessa, ma noi la sfiduciamo perché non ci ha comunicato la sua iniziativa, che noi stessi non abbiamo potuto comunicare a nostra volta a Pietro Sgarlato che quando ha appreso la notizia è caduto dallo spavento, e noi per sostenerlo, o farlo rialzare, oppure fargli passare l’incazzatura dobbiamo scrivere questa cretinata perché così alle prossime elezioni farà campagna elettorale per i nostri candidati”. Così sarebbe stata una nota stampa più chiara, anche perché conosco bene le dinamiche della politica del territorio, e non posso pensare che volessero studiare la questione nel merito, visto il curriculum degli scriventi. Lo stesso Sgarlato, del resto, è al suo secondo mandato di consigliere comunale, per cui anche al suo secondo scioglimento per infiltrazione mafiosa.
La mente del comunicato è probabilmente Francesco Cannizzaro che è stato già coinvolto in alcune inchieste anche per la vicinanza a Antonio Caridi già consigliere regionale, e senatore che non ha potuto concludere il suo mandato perché arrestato nell’operazione “Mamma Santissima”. Non mi interessa il curriculum del deputato forzista, sono garantista, ma il pensiero che questo coinvolgimento possa aver determinato una certa paura nella sua testa, un sentimento di soggezione che lo ha portato a inginocchiarsi a quei poteri che possono determinare la sua carriera politica. Avrà avuto paura di studiare la situazione di Siderno, di capire cosa sia potuto succedere, quali siano le cause dello scioglimento, perché in provincia di Reggio Calabria ci siano così tanti comuni sciolti e perché ci siano molte proteste. Avrà avuto paura che la prefettocrazia potesse pensare che erano d’accordo con la Polverini.
Molti in Calabria e non solo in Calabria pensano che per fare politica bisogna ingraziarsi i poteri forti, magistratura e prefettura in primis, così si vedono intitolazioni di stadi a uomini delle forze dell’ordine, premi alla carriera a prefetti e altre forme di sottomissione. La loro visone politica è legata esclusivamente alla loro poltrona, non possono permettersi il coraggio di non essere schiavi, di non essere ascari. A tal punto da non poter sostenere quello che scriveva Pasquino Crupi: Ma c’è una anomalia maggiore, anzi una fuoriuscita dallo Stato di diritto, anche questa - immagina il Diavolo nero - giustificata dalla tristizia dei tempi. Leggete e tremate. Il Tar del Lazio, or è qualche settimana, ha stabilito che, per procedere allo scioglimento d’un consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, non è necessario che siano comprovati atti di condizionamento mafioso. È sufficiente il sospetto, o semplice o veemente, che l’autorità costituita ha del condizionamento. Per chi ha un po’ di sale in zucca e non il miele in bocca per qualunque divisa, questo significa l’ingresso dell’Inquisizione nel Mezzogiorno e in Calabria. Sospettare e colpire, questo fu il dogma dei Santi Inquisitori. Per i quali – scrive Italo Mereu nella sua Storia dell’intolleranza in Europa – «non è importante ciò che il soggetto [leggi: sindaco] fa, ma quello che ne pensa l’autorità, il significato che a quell’agire viene attribuito all’Inquisizione [leggi: maresciallo dei carabinieri, prefetto, ministro degli interni]». Peccato che grandi storici, scesi qui, da noi, per celebrare i fasti della Repubblica, non si siano accorti che la Calabria è governata da leggi speciali, che la legge normale dello Stato si applica nella madrepatria, non in colonia.
Solo una riflessione voglio aggiungere, la Polverini si è interessata di Siderno, loro no. Non solo non hanno sostenuto la compagna di partito ma non si sono nemmeno posti il problema se fosse giusto lo scioglimento del consiglio comunale di Siderno, non si sono minimamente interessati da parlamentari eletti in questo territorio a capire e difendere le persone che li hanno eletti e che dovrebbero rappresentare, hanno preso coraggio e voce solo per sfiduciare l’azione di una parlamentare che probabilmente ha fatto il lavoro che loro dovevano fare. Ora mi chiedo e vi chiedo con che faccia si presenteranno a Siderno questi signori alle prossime regionali?

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
Rubrica: 

Notizie correlate