I capolavori di Marco

Sab, 24/03/2012 - 15:47
Il primo capolavoro è stato quello della promozione dell'ex superprefetto Luigi De Sena a senatore della Repubblica sulle morte spoglie di Pietro Fuda, senatore uscente.
I capolavori di Marco

Nel campo dei saperi, sia che si tratti di filosofi, di scienziati, di letterati, di capolavori ce n’è uno e uno soltanto. Il capolavoro, uno e uno soltanto, di Dante è la Divina Commedia, di Marx Il Capitale, di Einstein La teoria della relatività, di Manzoni I Promessi sposi. Il loro cervello, spossato da tanta genialità, altri capolavori non è riuscito a produrre. Questa è la regola, che, come ogni regola, richiede l’eccezione. L’eccezione è Marco Minniti, che, nel volger di pochi anni , è riuscito ad arricchire il patrimonio dell’umanità di due capolavori.
Il primo capolavoro è stato quello della promozione dell’ex superprefetto Luigi De Sena a senatore della Repubblica sulle morte spoglie di Pietro Fuda, senatore uscente sul cui voto poggiava l’esistenza del governo Prodi. E Pietro Fuda non venne mai meno al suo dovere di lealtà governativa. Ma per Marco Minniti questo non era condizione sufficiente e necessaria  per la sua  ricandidatura. Un capolavoro di ingratitudine umana e politica.
Dio il sesto giorno, dopo la creazione del mondo, il suo capolavoro, si riposò. I capolavori - capite? - esigono eccezionali sforzi della mente e della mano, e lasciano spossati. I loro autori hanno bisogno di riposo. Ma il deputato Marco Minniti è di una tempra speciale. Non contento e non stancato del primo capolavoro, s’apprestò, con grave strazio delle visceri  mentali - il suo genio è viscerale -  a partorirne un altro.
Ricorderete certamente quello che non si può dimenticare: l’assassinio di Francesco Fortugno. Arrivò a Locri la commissione d’accesso agli atti dell’ospedale. Redasse una relazione, scritta secondo il metodo dell’antico storico romano, Plinio, che, raccontando le guerre puniche, tacque di Annibale e dei generali romani, e lasciò impresso il nome soltanto d’un elefante. Il deputato Marco Minniti la lesse, meditò, digrumò, poi fece esplodere il capolavoro: quella relazione meritava di essere letta in tutte le scuole. Un capolavoro di cultura operativa.
Marco Minniti è un intellettuale pregiato. Per questo non poteva mancare di dare il suo contributo di gesticolazione al recente convegno  sulla libertà di stampa, organizzato dal PD. E in quella sede, tra le altre cose importanti, una ritrattazione: i commissariamenti sono inutili come  quello dell’ospedale di Locri. Ma non aveva detto che la relazione dei commissari, come la Divina Commedia, come I Promessi sposi, meritava d’essere letta nelle scuole?
Valli a capire i geni. Sono così geniali da dimenticare quel che dicono e quel che fanno. Ma in questo si manifesta il lato umano di Marco Minniti con il quale si riconnette e si riconcilia con noi, mortali comuni.

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