I tipi da spiaggia (2ª parte)

Dom, 12/07/2015 - 16:39
"C'è il tipo chic, c'è il tipo shock, c'è il tipo shake. Ma guarda quanti ce ne sono tipi tipi tipi tipi tipi tipi tipi da spiaggia" cantava Johnny Dorelli in un film del lontano 1959. Ce lo siamo imposte e armate di scherma solare similstucco e panama - che dicono renda irresistibilmente affascinanti - abbiamo trascorso una giornata al mare limitandoci a rintracciare 16 tipi tipici delle nostre spiagge.

A ‘za frata
Verso mezzogiorno, quando il sole raggiunge la sua massima potenza, arriva ancora cotto/a di mojito della sera prima. Si cosparge di olio johnson o in alternativa, per i più temerari, di una lozione preparata in casa e composta generalmente da birra, olio e limone e non si muove da lì fino alle 4. A cadenze fisse e regolari si concede una voltata e una girata in modo da abbrustolire bene lato A e lato B. Per rinfrescarsi ha in borsa lo spruzzino del vetril con dentro acqua minerale effervescente naturale, perchè quella del mare secca la pelle. Ogni tanto controlla il segno del costume e se soddisfatto/a ha un principio di orgasmo. Capita che la sua giornata si concluda al pronto soccorso per insolazione irreversibile accompagnata da ustione di terzo grado.

Il bagnante mordi e fuggi
Arriva in spiaggia alle due del pomeriggio, quando anche a ‘za frata sta dando fondo alla bottiglietta a spruzzo. Appoggia la bici alla ringhiera, ci mette il catenaccio e toglie l’asciugamano dal portapacchi. È già in tenuta: pantaloncini e T-shirt, tappinelle infradito. Atletico ed elastico, abbronzatissimo, getta l’asciugamano sulla spiaggia, si toglie le infradito e si butta in mare. Nuota con tutti gli stili possibili, facendo dieci metri da un lato e dieci dall’altro. Esce stanchissimo dall’acqua, rinfila le infradito e si sciacqua sotto la doccia pubblica. Prende l’asciugamano e se ne va. Compie questi gesti tre volte pro die. La sera lo ritrovi puzzolente di sale, pesce e sudore che pastura sul lungomare o nei locali.

I guardoni
Camminano in file ordinate come se dovessero fare lo sbarco in Normandia, rigorosamente sul bagnasciuga. Il loro obiettivo è guardare i culi di donne e ragazze sdraiate a prendere il sole, infatti quando tornano a casa, hanno sempre un torcicollo terribile. Fanno un primo giro per individuare postazioni interessanti, e al ritorno si fermano chiacchierando di cose molto maschili, come l’allenamento in palestra o la difesa a zona. Variante panzone: circola da solo, sotto il sole cocente, affannando e affondando rumorosamente i piedi nella sabbia. Quando passa – anche se stai dormendo con un colpo di calore - ti svegli pensando che stia passando Godzilla. Ovviamente nel farlo ti pieghi in avanti, occludendo la vista del culo. Il panzone ne rimarrà delusissimo.

Il fidanzato arrapato
Non c'è niente di più irritante sotto il sole cocente del sud di un fidanzato che si avvinghia sudato e salato, mosso da istinti sessuali risvegliatisi solo perchè è appena passata la tipa col tanga e gli ha sculettato in faccia. "Ciuffettino, fa caldo!". Propone allora di spostarvi in acqua; tu lo segui solo per lavarti via il suo sudore ma lui non demorde e si attacca come un koala. "Ciao koala!" - saluta la piccola riccioluta con i braccioli. "Si chiama Ciuffo!"- rispondi. "Ciao Ciuffo, è la prima volta... a quanto pare!". Provi a divincolarti e finalmente lo convinci a staccarsi indicandogli il guardone in modalità sub che con maschera e boccaglio va "a pesca".

Il bambino spruzzatore seriale
Non si sa se sia figlio di genitori troppo buoni o troppo cattivi, o se sia stato adottato, o se sia un alieno. Il bambino spruzzatore seriale è la specie più infame che possa popolare la spiaggia. I più terribili riescono a spruzzare 80 metri cubi d’acqua con una gittata di sei metri e una potenza di 20 metri al secondo. Ognuno ha un suo modo di spruzzare l’acqua con differenti rotazioni delle braccia, del busto, delle gambe e dei capelli, creando figure d’acqua come le vasche di Versailles. Lo spruzzatore seriale, quando è costretto dai genitori a tornare a riva, spruzza con eguale impeto la sabbia, che arriva come minuscoli aghi a infilarsi in ogni anfratto del corpo, nella borsa, nel libro, in bocca e negli occhi. C’è un solo rimedio contro lo spruzzatore seriale: tornare a casa.

Autore: 
Lidia Cogliandro e Maria Giovanna Zitara
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