Il Giudice di Pace di Locri sulla questione “Platani”

Mar, 28/07/2015 - 16:30

In merito alla sentenza dell'Ufficio del Giudice di Pace di Locri che tanto clamore ha suscitato sulla stampa locale, quale Coordinatore dell'Ufficio ritengo opportuno fornire, a tutela dell'attività dell'Ufficio medesimo e dei suoi magistrati qualche dato di fatto, nella speranza che ciò contribuisca a stemperare certi toni ed a fare proseguire, a chi ne avesse desiderio, la discussione utilizzando elementi concreti.
La causa, ha avuto inizio il 28/2/2013. E si è protratta fino al 30/6/2015.
Il tempo trascorso ed i rinvii via via predisposti sono da ascrivere unicamente alla volontà perseguita dal Giudice, di favorire, mediante l'accordo delle parti, una soluzione bonaria della lite.
In tale prospettiva all'udienza del 3/6/2013 il difensore del Comune di Locri ha chiesto, come risulta dai verbali di causa, il rinvio della stessa ad altra udienza, "atteso il recente insediamento della nuova amministrazione, al fine di rendere edotta l'amministrazione della vicenda al fine di trovare una possibile soluzione bonaria della vertenza" ed il Giudice, "preso atto della richiesta del difensore del comune di Locri' ha concesso il richiesto rinvio fissando la nuova udienza per il 18/9/2013.
In tale udienza tuttavia, preso atto del fallimento del tentativo di conciliazione, su richiesta di parte attrice, alla quale ha aderito il convenuto Comune di Locri, il Giudice ha disposto per la nomina di un consulente tecnico d'ufficio (CTU) perché, nel contradditorio delle parti, e previo esame dello stato dei luoghi fornisse risposta a questo unico quesito: «Esaminato lo stato dei luoghi dove sono installati gli alberi in contestazione, verifichi se gli stessi alberi sono piantati alla distanza prevista dalla normativa vigente dal limite della strada».
Non, dunque, come erroneamente riportato da taluni, con malcelato sarcasmo, per stabilire se i platani fossero o meno alberi di alto fusto.
Depositata la relazione peritale dalla quale è emerso che i platani erano stati piantati a distanza inferiore a quella prevista dalle leggi vigenti (anche a Locri) il difensore del Comune ha chiesto il rinvio della causa ad altra udienza "al fine di poter compiutamente re/azionare al comune di Locri in merito all'elaborato peritale" ed il giudice ha rinviato la causa all'udienza del 30/6/2015 sempre nella speranza di vedere composta la lite.
Tuttavia, verificato per l'ennesima volta il perdurare di ostacoli atta definizione bonaria della lite, il giudice non ha potuto far altro che adempiere al dovere di deciderla con sentenza.
Questi i fatti.
Ho ritenuto doveroso fornire questo chiarimento all'unico scopo di tutelare il buon nome dell'Ufficio, visto il clamore generato - seppure in sede locale - dalla decisione ed i toni, non proprio congrui, di taluni articoli.
Restano impregiudicate per le parti del giudizio - tra le quali la sentenza è destinata a spiegare i propri effetti - i rimedi apprestati dall'Ordinamento per pervenire, sussistendone i presupposti, alla riforma o all' annullamento della decisione della quale si tratta per la quale, in ogni caso, è, come dire, il "minimo sindacale" pretendere il dovuto rispetto.
Analogo rispetto merita la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero con ogni mezzo quando la stessa rivesta, come nel caso, interesse sociale e, meglio ancora, se si manifesta come declinazione di correttezza, documentazione ed obbiettività.
IL GIUDICE DI PACE COORDINATORE

Rubrica: 

Notizie correlate