Il Joint Investigation Team

Lun, 08/04/2019 - 17:00
Giudiziaria

Il Joint Investigation Team, acronimo “J.I.T.”, è un accordo relativo alla costituzione di una squadra investigativa comune sottoscritto nell’ottobre del 2016 da magistratura e forze di polizia di Italia, Olanda e Germania allo scopo di reprimere tutti i vari i reati transnazionali che via via emergono, individuarne gli autori e disarticolarne le organizzazioni criminali di riferimento.
Come si arriva al “J.I.T.” è presto detto. Dalla primavera del 2015, gli investigatori italiani della Questura di Reggio Calabria, Squadra Mobile, Sezione criminalità organizzata e catturandi, svolge indagini finalizzate alla disarticolazione di alcune cosche di ‘ndrangheta della fascia ionica della provincia reggina, più specificamente in relazione alla cosca GIORGI “Ciceri” di San Luca (RC), confederata con la cosca “IETTO-CUA-PIPICELLA” di Careri (RC) ed in relazione a quella dei “PELLE-VOTTARI” di San Luca (RC); inoltre, nel corso dell’attività investigativa, sono stati delineati elementi di responsabilità a carico di appartenenti alla cosca dei “ROMEO alias Stacchi” di San Luca (RC), a quella dei “BARBARO alias Nigri” di Platì (RC) e, infine, alla cosca “URSINI” di Marina di Gioiosa Ionica (RC).
Le attività, supportate nella fase embrionale da informazioni partecipate dai collaterali organi investigativi olandesi nell’ambito di uno scambio informativo tra forze di polizia, hanno dimostrato come le citate cosche gestiscono in Italia ed all’estero (Germania, Belgio e Paesi Bassi) consistenti e lucrosi traffici illeciti, avvalendosi di una fitta rete di sodali costituita, in massima parte, dai componenti delle stesse famiglie di ‘ndrangheta.
Secondo l’iniziale ipotesi investigativa, poi ampiamente confermata, costoro, presenti nei sopra citati Stati europei, dove negli anni hanno avviato attività commerciali nel settore della ristorazione (pizzerie ed altre società correlate), mettono a disposizione basi logistiche necessarie per sviluppare le attività illecite gestite dalle predette consorterie criminali (traffici di cocaina, riciclaggio di denaro).
Nella prima fase (anno 2015), le indagini (attività denominata “BRODO”) erano condotte da magistratura e forze di polizia di Italia e Olanda. Quindi, sulla scorta delle informazioni pervenute dalla polizia olandese, venivano effettuati accertamenti allo S.D.I. (Banca Dati Interforze) finalizzati a riscontrare l’esistenza di eventuali controlli di polizia in relazione all’autovettura marca Volkswagen modello Golf con targa tedesca…, intestata a tale ROMEO, imparentato con un tale GIORGI. La polizia olandese riteneva che questo ultimo fosse il punto di riferimento della pianificazione ed organizzazione delle attività delittuose della famiglia GIORGI “Ciceri” di San Luca (RC) operante in Olanda, Germania ed in Belgio, dal momento che deteneva il potere decisionale sulle attività economiche gestite dai sodali.
In effetti, per come riscontrato nel corso dell’attività investigativa, in particolare grazie al contributo delle attività tecniche di intercettazione telematica attiva, telefonica ed ambientale su autovettura, è stato documentato, tra le altre cose, l’interesse economico-finanziario della famiglia “PELLE-VOTTARI” in seno alle attività commerciali riconducibili a GIORGI.
Successivamente, nel corso della prima metà dell’anno 2016, al gruppo investigativo italo-olandese (la cui attività di indagine nel frattempo era stata rinominata “POLLINO”) si aggiungevano anche magistratura e polizia tedesche.
Quindi, le attività di indagine condotte da questa struttura investigativa hanno portato all’arresto di un latitante e proprio durante le indagini che hanno portato a questa brillante operazione è emersa l’esistenza di un vasto traffico di sostanze stupefacenti, gestito, anche, dalla famiglia di ‘ndrangheta PELLE-VOTTARI di San Luca (RC).
Alla luce di queste acquisizioni investigative, il 18 ottobre 2016, nasce il Joint Investigation Team.

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