Il libro su Gioia Tauro apre uno spiraglio sullo sviluppo della Calabria

Dom, 13/01/2019 - 17:40

Il porto di Gioia Tauro è il più grande in Italia per il throughput container, il nono in Europa e il sesto nel Mediterraneo. Le sue origini progettuali risalgono alla confusa situazione politica determinatasi in Calabria all’inizio degli anni settanta (i cosiddetti fatti di Reggio) che ha portato il passaggio, della sede del Capoluogo, da Reggio a Catanzaro. L’area costiera della Piana di Gioia Tauro, tradizionalmente coltivata ad agrumi e oliveti, venne designata come sito adatto per ospitare il porto, diventando così una possibile risorsa significativa per lo sviluppo economico della Regione. Risorsa messa in evidenza dal libro “Il porto di Gioia Tauro: città metropolitana e nuovi paradigmi politici” scritto da Domenico Napoli, direttore del Cefris (Centro per la Formazione, la Ricerca, l’Innovazione e lo Sviluppo) e Filippo Romeo, esperto di Geopolitica. Il volume è stato presentato sabato 5 gennaio presso la Libreria Mondadori di Siderno, alla presenza dei due autori, intervistati dagli studenti del liceo scientifico “Zaleuco” di Locri; di esponenti delle istituzioni, dell’imprenditoria, della politica e di un gran numero di spettatori interessati all’argomento. L’incontro è stato coordinato, in maniera eccelsa, dal professore Giuseppe Giarmoleo sempre attento e sensibile verso tutte le problematiche che riguardano il nostro territorio. Nel dibattito si è messo in evidenza di come il porto, per la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, potrebbe offrire grandi vantaggi economici alla Calabria, in primis dal punto di vista commerciale, con l’idea giusta e un lavoro di squadra. Inoltre, secondo i due autori, il “Rigassificatore” è una realtà da considerare importante per i bisogni energetici dell’Italia, per la possibilità di implementare la “Piattaforma del freddo” che avrebbe ricadute importanti per l’agroalimentare calabrese e per la possibilità di rifornire di combustibile le navi che, in un futuro non lontano, sostituiranno la nafta con il metano. L’opera è suddivisa in cinque sezioni: la prima, dal titolo “Gioia Tauro nel nuovo contesto geopolitico”, descrive il quadro geopolitico del Mediterraneo. Nella seconda sezione, “Portualità e infrastrutture del trasporto”, vengono evidenziate le potenzialità e le carenze infrastrutturali. Nella terza,“Gas: fattore di progresso e integrazione dei Paesi del Mediterraneo”, si affronta la tematica energetica, ipotizzando un impianto a cella a combustibile nell’area retro portuale, per la produzione di energia pulita. Nella quarta sezione, denominata “Alta formazione e Ricerca per una nuova centralità del sapere nello spazio Euro Mediterraneo”, si affronta il tema della formazione come fattore di sviluppo per l’area, auspicando che quest’ultima possa fungere da centro di diffusione dei nuovi saperi per l’intero bacino del Mediterraneo. Nella quinta e ultima sezione, “Economia e giustizia pilastri dello sviluppo”, sono contenute delle riflessioni, secondo cui non potrà esistere sviluppo in assenza di una giustizia certa e di un’economia che guardi al mercato perdendo di vista l’uomo.
Tutte tematiche affrontate durante l’incontro tra i presenti, che si sono confrontati per poter utilizzare al meglio le risorse della nostra Regione. Lo scopo è stato anche quello di sviluppare una coscienza, forte a tal punto da trovare la giusta motivazione che porterà, finalmente, al decollo economico della Calabria e, di conseguenza, al rientro dei nostri giovani che sentono il bisogno di rimanere nella propria terra e che soffrono all’idea di doverla abbandonare.

Autore: 
Rosalba Topini
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