Il PD è ancora in tempo per smentire un pronostico avaro

Dom, 28/10/2018 - 18:20

Ancora in vena di pronostici. Nell’altro campo, questa settimana. Il Partito Democratico resiste meglio al declino delle forze tradizionali, visto che è accreditato al 16% e Forza Italia all'8%. Tralasciando di ricordare che la Lega in realtà è sulla scena dai primi anni novanta e che il governo giallo-verde “rischia” di andare abbastanza avanti, perché gli italiani andranno avanti a “vedere l'effetto che fa” (effetto Iannacci, lo ha definito Andrea Scanzi). Il PD doveva ragionare - diciamo negli ultimi 5 anni passati al governo - tra la definizione della sua strategia di partito di sinistra e il progresso dell’Italia: non ha fatto bene né l'una né l'altra cosa! Non si mette a discutere responsabilmente dei perché e neppure a praticare un’opposizione che lasci intravedere un’alternativa di governo. Ogni iniziativa rimane all'interno della propria area, non trova consenso nuovo. Se volessimo passare… bruscamente (?) alle questioni calabresi, i più grandi casini li fanno quelli che nel partito sono stati messi ai margini da Oliverio, di converso, la gestione si spende tutta nell’area del Presidente. In Calabria, avremo una stagione nella quale il PD e FI ci saranno ancora, uno per perdere e l’altra probabilmente per vincere, per quanto ridimensionata. L’assenza di opportunità in una regione fragile come la nostra mina la coesione sociale e la crisi dei partiti si scarica tutta sugli eletti. I quali - osserva Stefano Feltri - non sono inclini a dichiararsi inutili davanti ai propri elettori. Ma nessun elettore può accettare il declino della propria vita. Da qui la novità dei movimenti populisti e l'atteggiamento dei leader di spostare i problemi, perciò Europa, Immigrazione, ecc., lo scenario nazionale anziché quello regionale. In Calabria, lo schieramento uscente perde sempre, le prossime regionali andranno al centrodestra. Fermo restando l’incognita del Movimento 5 Stelle in questo tipo di elezioni e come si evolverà in futuro (non è una cosa di ora o del prossimo anno) il centrodestra. Al centrosinistra viene chiesto il conto di una Sanità ridotta molto male (anche Scura è un prodotto di Renzi), del Turismo fortunato e fortunoso (cresce, ma la Depurazione costiera funziona poco e la ricettività non migliora), dell’Agricoltura che spende ma non produce in proporzione lavoro e redditi da lavoro dipendente, delle Infrastrutture che qui fanno un passo e al nord… cento, dei Giovani che non trovano sbocchi, delle Risorse spese male, ecc. Su queste cose verrà valutato chi ha governato. Probabile che il PD nella provincia di Reggio scenda a due seggi. Cinque seggi verranno divisi tra FI, che farà liste importanti, 5Stelle, Lega, Fratelli d'Italia, UdC, Liberi e Uguali. Nel PD i più avanti sono il Presidente del Consiglio regionale Nicola Irto e il capogruppo Sebi Romeo, per i ruoli che hanno potuto svolgere e per la base elettorale che hanno. I due staranno nella lista con il simbolo del partito, dove tenta la riconferma anche Mimmo Battaglia; ci sarà il candidato di Falcomatà, verrebbero schierate l’assessore regionale Maria Teresa Fragomeni e il sindaco di Caulonia Caterina Belcastro, Maria Lucia Alì di Cinquefrondi, Pina Condò di Gioia Tauro con la doppia preferenza di genere, per essere di fatto delle candidature “di servizio” che contribuiscano a conquistare (i) due quorum che sembrano avere già un nome e un cognome. Nella seconda lista, Oliverio presidente, ci potranno essere un altro uscente, Giuseppe Neri (ora in polemica), i sindaci di Cittanova Francesco Cosentino, di Taurianova Fabio Scionti, di Bagnara Calabra Gregorio Frosina, Consuelo Nava, assessore a Palmi, l’ex sindaco di Condofuri Salvatore Mafrici o la sua vice Giulia Naimo, il “quasi” candidato alle politiche Marco Schirripa, un candidato dell'area socialista (se non va con LeU). Non dovrebbe essere richiesto un nuovo sacrificio a Elisabetta Tripodi di Rosarno, candidata il 4 marzo alle politiche, mentre aspetteranno tempi migliori Rosanna Scopelliti e Federica Roccisano. Questa seconda lista può coltivare la speranza (remota) che uno degli eletti ci scappi qui. Manca ancora un anno: c'è tempo (?) per governare un po’ meglio e per smentire il pronostico avaro.

Autore: 
Federico Lago
Rubrica: 

Notizie correlate