Il rosso d'Estate non è un'eresia!

Lun, 02/07/2018 - 19:20
ConVersando…

L’estate divampa e i pasti dei baccanali romani hanno lasciato spazio alla caprese e allo sposalizio tra prosciutto e melone che non invogliano certo il popolo degli ombrelloni al consumo estivo di un buon bicchiere di rosso. Vini con un’alta gradazione alcolica e un corpo robusto non trovano una portata estiva che tolleri il loro impatto sulle nostre papille gustative. Già, ma, alcol e struttura a parte, che cosa distingue veramente i vini rossi estivi da quelli adatti alle altre stagioni? I tannini! I composti polifenolici presenti nel raspo, nei vinaccioli e nella buccia dell’uva rilasciati durante la macerazione nel mosto che causano l'astringenza, la tipica sensazione di secchezza delle fauci che percepiamo quando beviamo un Sagrantino di Montefalco, un Barolo, un Chianti Classico giovane, un Palizzi o un Cirò, che a temperature basse si accentua parecchio. Per evitare questo lo si dovrebbe bere a condizioni termiche più alte rafforzando la sensazione alcolica e perdendo la freschezza che cerchiamo in un vino estivo. L’unico modo per sottrarsi a questo dilemma è cercare dei rossi poco tannici, meno strutturati e più beverini, serviti freschi, di un’annata recente (quelli giovani offrono note primarie di frutto integro e se il vino è fresco questa inclinazione risalta), possibilmente con una gradazione alcolica bassa e non affinati in legno. Qualche esempio di nettari italiani? Un incantevole Pinot Nero dell'Alto Adige servito fresco (fra i 15C e i 16C), qualche Barbera piemontese delicato e giovane (non barricato), o un Grignolino, o una stuzzicante Bonarda dell'Oltrepò Pavese. Scendendo per la penisola, i Sangiovesi di Romagna , un'avvolgente Vernaccia di Serrapetrona marchigiana o un intenso Piedirosso campano. Sempre in Campania, un buon Lettere o un Gragnano della penisola Sorrentina. Facciamoci sedurre e concediamoci, quindi, a un eretico calice di rosso in piena estate giacchè ritenerlo del tutto inadatto alla canicola di stagione diventerebbe pregiudizio.

Autore: 
Sonia Cogliandro
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