Il valore delle vite spezzate

Dom, 30/11/2014 - 12:35
Siderno e Platì, con il loro ricordo, scrivono una meravigliosa pagina di giornalismo

Sono trascorsi quindici giorni dal terribile incidente della SGC Jonio-Tirreno che ha tolto la vita a sei persone e cambiato l'esistenza di molte altre. In questi giorni di dolore abbiamo ascoltato numerose testimonianze di affetto e di amicizia, commenti e ancora denunce circa la pericolosità di questa strada, fuori da ogni norma di moderna sicurezza. La Riviera, nel sito web e nell'edizione cartacea, ha riportato la sofferenza che in questi giorni è stata vissuta nelle famiglie e nella comunità: ritengo che per la delicatezza, per il rispetto e il coinvolgimento dimostrati abbia scritto, così come è avvenuto anche per altri mezzi di informazione, una bella pagina di giornalismo e di umanità. Credo sia giusto dare questo riconoscimento che forse non ha sorpreso, ma che è denso di significato ed esprime il "sentire" della nostra gente, a Siderno come a Platì.  Ho vissuto, anche per ragioni personali, quanto avvenuto a Siderno in questi giorni di dolore: dalla mia esperienza diretta nascono queste riflessioni che, pertanto, riguardano solo una parte del dramma vissuto nella Locride. Innanzitutto, voglio ricordare la grande partecipazione delle persone: una presenza non formale, ma espressione di condivisione e affetto. La commozione che tantissime persone hanno vissuto e voluto esprimere, visitando i familiari e partecipando i funerali, non è stata la conseguenza dello sconvolgimento che provoca la morte "innaturale" e improvvisa o, solo, della semplice conoscenza dei quattro giovani e dei loro familiari, peraltro ampiamente noti e stimati, ma è stata dovuta, innanzitutto, all'affetto e alla stima che hanno sempre circondato Leo, Gabriele, Luigi e Giuseppe. Questi giovani erano gli amici di tutti, avevano saputo dare amicizia e la loro capacità di volere bene è tornata, a seguito di un evento assurdo, manifestandosi con le lacrime e gli abbracci ai familiari. Nell'imminenza dell'incidente, appena vi è stata certezza, la notizia si è diffusa attraverso i social network, raggiungendo anche i sidernesi che vivono lontani. Molti genitori, a Siderno, sono stati informati dai figli che vivono lontano per motivi di studio o di lavoro. Ecco l'evento imprevisto, violento che spazza la coscienza, eliminando orpelli e illusioni, che mette a nudo il nostro essere e ci riporta all'essenziale con le domande di sempre circa il senso della vita e della morte. E la domanda si impone con forza: perché? mentre il pensiero va alle cose belle vissute assieme, alla fragilità della nostra esistenza.   Esistenze brevi, le loro, ma già dense di impegno, serietà, voglia di fare e di vivere da giovani seri e innamorati della vita: lo avevano imparato nelle loro famiglie dalla parole e dall'esempio dei genitori, innanzitutto, ma anche dall'esperienza di vita dei nonni e di altri familiari.  Anche per questo lo sconcerto è stato grande e bene ha fatto la Chiesa a organizzare la veglia di preghiera. Un momento importante per non lasciare che il dolore diventi disperazione, che lo smarrimento diventi fredda indifferenza, che il cuore ferito si corazzi di disumanità. La risposta non è mancata: giovani, uomini e donne uniti nel dolore, ma anche dalla speranza che la morte non è l'ultima parola: la preghiera, quindi, per riannodare un filo, un rapporto, ritrovare le persone perse e il senso stesso del vivere in una dimensione superiore e misteriosa, ma vera: forse in tanti si erano allontanati dalla pratica religiosa e forse non pregavano da tanto, ma a seguito di questa esperienza  hanno deciso di aprirsi, magari c'è chi si è confessato per meglio fare la comunione in occasione dei funerali e ritrovare, nella Messa che unisce il tempo all’eternità, la presenza delle giovani vite spezzate e il senso stesso della vita. E’ questa la via, è questa esperienza esistenziale, che non rende inutile quanto avvenuto, permettendo che le ferite, come ci ha insegnato Mons. Bregantini, si trasformino in feritoie: la luce è già lì pronta a entrare!   

Autore: 
Giuseppe Giarmoleo
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