Il vento è cambiato ma non sparate su Lucano

Dom, 03/02/2019 - 17:20

Il libro di Gaetano Liguori Non sparate sul pianista, viaggio nel cinema western che fa riviere l’epopea storica degli americani attraverso il cinema, in particolare l’epica storia del selvaggio West, lo utilizziamo per celia e paragone alla situazione di Riace, fino a ieri, celebrato paese dell’accoglienza oggi additato a simbolo di spreco e di loschi traffici. Ci chiediamo è solo un difetto di memoria o un preciso indirizzo di non ricordare per soffiare in un’altra direzione? Vi ricordate le tre scimmiette? Mizaru, “scimmia che non vede il male”, Kikazaru, “scimmia che non sente il male” e Iwazaru, “scimmia che non parla del male”? Mizaru non vede i migranti, preferisce tenerli nascosti in Libia o sull’isola di Samos in Grecia; Kikazaru non sente i migranti, preferisce zittirli mandandoli via da posti come Riace o da centri come Baobab di piazzale Maslox a Roma e farli “sparire” per le strade; Iwazaru non parla dei migranti, così parla prima degli italiani e ne ha d’avanzo. In prefettura nessuno ricorda più a chi si rivolgevano quando arrivavano a centinaia i disperati, parecchie centinaia. C’era Riace, c’era Lucano! Mai un diniego tantomeno un rifiuto. Riace accoglie tutti, ci pensa Lucano. Oggi il vento è cambiato, seppure se ne avvertiva un leggero soffio anche prima dei gialloverdi, spira forte in altre direzioni e il ministero dell’interno è diventato il ministero dell’interiora. La peristalsi intestinale provvede a digerire l’immigrazione trasformandola in bolo alimentare da espellere con le feci e quella esofagea ha trasformato i migranti da espellere con il vomito con buona pace dei benpensanti. Tutti questi sommovimenti hanno armato la mano dei demagoghi che caricati i fucili, finora tenuti a bada, hanno diretto il fuoco incrociato sul pianista Lucano e, quel che è peggio, sul pianoforte Riace. Siamo tornati al selvaggio west e ricordiamo che oggi si spara sul pianista e sul pianoforte ma domani potrebbe toccare a noi. A questo proposito, in periodo di celebrazione della Giornata della Memoria è utile riportare una poesia di Martin Niemöller:
Quando i nazisti presero i comunisti
Quando i nazisti presero i comunisti
Io non dissi nulla
perché non ero comunista.
Quando i nazisti rinchiusero i socialdemocratici
Io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti
Io non dissi nulla perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei
e io non dissi nulla
Perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me
e non era rimasto nessuno che potesse dire qualcosa.

Diciamo tutti insieme: È stato il vento! Con la fondazione per Riace.

Autore: 
Arturo Rocca
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