Il vento sta cambiando

Dom, 23/06/2019 - 16:00
Da cronista di oltre vent’anni di storia dell’Associazione dei sindaci della Locride mi permetto di ricordare alcuni dei problemi di cui si è discusso in questa assise, lo faccio con immutata speranza che le problematiche possano essere finalmente affrontate e risolte.

La scorsa settimana, in un bell’articolo la direttrice Maria Giovanna Cogliandro apriva la sua riflessione sulle ultime dichiarazioni del procuratore capo della Procura di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, con questa frase, “il vento sta cambiando”, che coglieva molto il senso di attesa che tutto il popolo della Locride e della Provincia vive. Un sentimento di attesa per coloro che hanno vissuto una situazione ingiusta, da ultimi della classe, da brutti e cattivi, inchiodati in quell’immagine che gira negli schermi nazionali e che vorrebbe rappresentarci. Oltre l’attesa, la speranza che questa storia sia stata solo un brutto incubo, e che al risveglio sia cancellata tutta questa grande bruttezza. Del resto Nicola Zitara ci ha già spiegato che siamo stati ingannati dal 1861 in poi. Sono molti i segnali che fanno ben sperare. Da una parte questo nuovo filone di indagine che riguarda il CSM e, in modo particolare, importanti magistrati calabresi, come Palamara, e magistrati che hanno operato in Calabria, come Pignatone, ci potrebbe dire che qualcuno avrebbe voluto scrivere una storia diversa dalla realtà, ci potrebbe dire che a molti conveniva una Calabria nera. Altri segnali positivi vengono da questa consapevolezza sempre più condivisa, che bisogna far ripartire la nostra regione, che per combattere la criminalità serve il lavoro, serve una nuova visione di sviluppo economico, serve progettazione e collaborazione.
La nostra terra esce distrutta da questo periodo storico e sperare che il vento cambi è più che legittimo per chi sta perdendo la maggior parte della classe dirigente del futuro, che sta emigrando. Tutti i nostri giovani stanno partendo per andare a lavorare al Nord ma ancora di più in Europa, perché la situazione economica dei nostri paesi è vicina al collasso. Penso che il vento debba cambiare, perché altrimenti anche i più testardi come me rischiano di pensare che non valga più la pena rimanere. Rivolgo quest’analisi all’unico fronte politico presente nel territorio, ovvero i sindaci, per cercare di spiegare che se il territorio non riparte, loro saranno i più penalizzati. Parto dalla considerazione che la Locride sta attraversando il suo peggior periodo storico, soprattutto per motivi contingenti di natura territoriali, al dì sopra delle possibilità di un singolo sindaco, per cui i nuovi eletti dovranno avere la consapevolezza che fare bene solo nel loro comune non basta più per riuscire a fare una bella figura: bisogna avere una visione che parta dal proprio comune mantenendo aperte le soluzioni anche per problemi di carattere generale. Cosa voglio dire? Nei prossimi giorni i sindaci dovranno far ripartire l’Associazione dei Comuni; per farlo servirà, secondo statuto, che il sindaco anziano convochi l’assemblea. Abbiamo controllato le date di nascita e dovrebbe toccare a Cesare De Leo, sindaco di Monasterace, che infatti mercoledì scorso ha convocato la riunione fissata per martedì 25 alle ore 17:00 presso il comune di Siderno. Questa dovrà essere un’assemblea da cui far partire un nuovo corso per quest’associazione che da oltre 25 anni cerca di proporre soluzioni generali per tutto il territorio.
Ho sentito con le mie orecchie il ministro Salvini parlare a Platì di creazione di posti di lavoro come strategia di lotta alla criminalità organizzata. Non nego che la cosa mi abbia fatto molto piacere perché noi da anni diciamo che è vero che la ndrangheta è il principale problema della Calabria ma è anche vero che la repressione come strategia non ha portato grandi risultati. Sono convinto della possibilità della Calabria di potersi finalmente autodeterminarsi, sono convinto che se ci lasciano fare, noi calabresi ci possiamo riprendere tutto quello che è nostro, perché le capacità non ci mancano e nemmeno la progettualità. È passato il tempo in cui nella nostra zona non si spendevano i soldi per mancanza di progettualità.
Servono in questa fase soluzioni urgenti per far riprendere il territorio e azioni che diano una nuova vitalità all’attività politica della Locride. Voglio ricordare a proposito le parole di disponibilità espresse da Pierpaolo Bombardieri, segretario nazionale aggiunto della UIL, che ha parlato di costruire una task force per la Locride, di creare un punto di incontro tra tutte le forze positive del territorio per esprimere le migliori idee e trasformarle in progetti. Progetti che poi devono essere seguiti e riempiti di contenuti, come per esempio potrebbe essere la proposta di una zona franca o Zes.
Le urgenze e le priorità sono molte a partire dalla sanità, dove serve un piano urgente per l’ospedale di Locri, una migliore gestione della sanità di prossimità oltre alla risoluzione di tutti i punti della piattaforma che i sindaci avevano inviato al commissario dell’ASP di Reggio Calabria.
Ambiente. Negli ultimi anni possiamo dire che molto è stato fatto, anche perché quasi tutti i depuratori sono funzionanti, la raccolta differenziata si sta facendo quasi in tutti i comuni, rimangono problemi nella gestione dell’impianto di Siderno e vanno pensati interventi risolutori delle altre problematiche che ci sono nei nostri paesi.
Trasporti. Ancora irrisolto il problema del completamento della nuova statale 106, tratto fino ad Ardore, già finanziato ma mai finito. Occorre pensare pure alla progettazione del proseguo di questa importante arteria fino a Monasterace, a nord, e Brancaleone, a sud.
Altro grande problema del territorio sono le scuole: vanno rinnovate le strutture, ormai vecchie, e pensata una nuova idea di valorizzazione della didattica.
Serve, inoltre, un piano che dia valore ai beni culturali, naturalistici e paesaggistici, riprendendo magari i vari progetti che sono stati realizzati sul tema, primo fra tutti il distretto turistico culturale, finanziato circa 10 anni fa e ora sepolto in qualche cassetto. Stesso discorso per il turismo che può diventare una delle maggiori fonti di sviluppo economico.
Discorso simile per l’agricoltura, dove però la positiva esperienza del Gal Terre Locridee inizia a dare buoni risultati e può diventare un modello da seguire per altri settori.
Finisco poi con il ricordare alcuni temi dibattuti in assemblea e poi caduti nel dimenticatoio, come la fusione dei maggiori comuni, il vecchio piano strategico della Locride, gestito da uno scomparso consorzio Locride Ambiente, o la ripresa di un altro fantasma come Locride Sviluppo Spa. Da cronista di oltre vent’anni di storia di questa associazione mi permetto di ricordare alcuni dei problemi di cui si è discusso in questa assise, lo faccio con immutata speranza che le problematiche possano essere finalmente affrontate e risolte, e per questo mi rivolgo soprattutto ai nuovi sindaci che portino nuovo entusiasmo per far sì che ci sia un nuovo vento di cambiamento.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
Rubrica: 
Tags: 

Notizie correlate